Mandato negoziale su import, etichette e soglie per i piccoli produttori: FederBio chiede di non toccare i principi del biologico
La commissione Agricoltura e Sviluppo rurale (Agri) del Parlamento europeo nei giorni scorsi ha votato la propria posizione sulla revisione mirata del Regolamento (UE) 2018/848, la norma che disciplina produzione, etichettatura, certificazione e commercio dei prodotti biologici nell’Unione. Il testo, con 37 voti favorevoli, quattro contrari e otto astensioni, ha ricevuto il via libera degli eurodeputati, che hanno poi approvato con 40 voti favorevoli, otto contrari e un’astensione la decisione di avviare i negoziati con il Consiglio dell’Ue. Relatrice del provvedimento è l’eurodeputata Camilla Laureti (S&D/Pd).
Il testo passerà ora al voto in plenaria. I colegislatori dell’Ue puntano a un accordo entro la fine del 2026: le attuali norme sull’importazione di alimenti biologici scadono infatti il 31 dicembre.
Le nuove regole per l’import
Secondo il testo adottato, il logo della produzione biologica dell’Ue potrà essere usato per etichettare, presentare e pubblicizzare prodotti importati da Paesi terzi solo se questi rispettano norme equivalenti e ulteriori requisiti specifici di produzione e controllo.
Lo stesso logo potrà comparire anche su prodotti trasformati all’interno dell’Ue che contengono ingredienti biologici importati da fuori Unione, purché riconosciuti come equivalenti e purché non superino il 5% della componente agricola del prodotto finito.

Soglie più alte per i piccoli produttori
Cambiano anche le regole per i piccoli operatori che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori, oggi esentati dagli obblighi di certificazione biologica entro certi limiti di fatturato e di volume di vendite. Gli aumenti dei prezzi degli ultimi anni avevano spinto molti produttori sopra la soglia prevista, facendo loro perdere il diritto all’esenzione.
Gli eurodeputati hanno perciò concordato di alzare il tetto di fatturato annuo da 20.000 a 25.000 euro e il volume di vendite da 5.000 a 10.000 chilogrammi l’anno. Cambiano inoltre le norme sui capannoni avicoli per l’ingrasso del pollame e sull’accesso all’aria aperta durante il giorno, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i costi amministrativi e logistici per gli allevatori.
Le riserve di FederBio
In merito al voto, FederBio ha diffuso una nota in cui esprime apprezzamento per il lavoro della relatrice Laureti, ma chiede che la revisione resti circoscritta agli aspetti tecnici e urgenti, senza intaccare i principi fondanti dell’agricoltura biologica.
La presidente della federazione, Maria Grazia Mammuccini, ha ringraziato l’eurodeputata per «l’attenzione dimostrata nei confronti delle istanze del settore biologico», sottolineando che il testo finale non dovrà indebolire l’integrità del sistema né la fiducia costruita in anni di lavoro tra produttori e consumatori.
Tra i punti più critici segnalati da FederBio: l’ipotesi di derogare all’obbligo di pulcini biologici consentendo l’uso di pulcini convenzionali di età superiore ai tre giorni, nonostante gli investimenti già fatti dal settore avicolo bio per ridurre la dipendenza dal comparto convenzionale. Desta preoccupazione anche la possibilità di sostituire, per i ruminanti, l’accesso permanente al pascolo con sistemi di stabulazione, cambiamento che la federazione considera una minaccia a uno dei principi cardine dell’allevamento biologico.

A questo si aggiungono, secondo FederBio, nuovi oneri amministrativi e di controllo legati alle vendite online e ai requisiti di etichettatura, oltre a una clausola di revisione periodica del regolamento che rischierebbe di generare instabilità normativa proprio mentre il settore chiede regole stabili.
Le prossime tappe
FederBio, socia di Ifoam e di Accredia, l’ente italiano per l’accreditamento degli organismi di certificazione, ha dichiarato che continuerà a seguire il negoziato insieme a Ifoam Organics Europe e alle altre organizzazioni del settore.
Il testo dovrà ora essere discusso tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea nel trilogo che porterà alla versione definitiva del regolamento, attesa entro la fine dell’anno.
