OXY-GO: l’acqua con 150 mg/l di ossigeno dal Monte Grappa

Da Empoli un’acqua delle Prealpi Venete con 150 mg/l di ossigeno disciolto: come funziona, a chi si rivolge e cosa dice la ricerca

Multibrand Srl, società toscana attiva nei settori sport, wellness e health dal 2013, presenta ufficialmente OXY-GO, un’acqua oligominerale delle Prealpi Venete addizionata con ossigeno disciolto a concentrazioni di 150 mg per litro — un valore che, secondo i dati dell’azienda, supera di almeno 30 volte il contenuto standard delle acque in commercio. Il prodotto non è nuovo: dal giugno 2024 è stato testato sul mercato senza una rete di vendita strutturata, raccogliendo oltre 200.000 bottiglie collocate entro fine 2025. Il lancio ufficiale di oggi segna il passaggio dalla fase sperimentale a una distribuzione organizzata, che punta a ristorazione, canale farmaceutico e centri wellness.

Che cos’è l’acqua addizionata di ossigeno

L’acqua potabile naturale contiene ossigeno disciolto in quantità variabile, mediamente tra i 3 e i 6 mg per litro. Le acque addizionate con ossigeno, dette anche oxygenated water o oxygen-infused water nel linguaggio di settore, superano quei valori attraverso un processo industriale che inietta ossigeno molecolare (O₂) durante l’imbottigliamento, sotto pressione, in modo analogo alla carbonatazione delle acque frizzanti.

È un segmento diverso, e opposto, rispetto all’acqua ossigenata farmaceutica: quella è perossido di idrogeno (H₂O₂), un disinfettante non potabile. L’acqua addizionata di ossigeno è una miscela fisica tra acqua e ossigeno molecolare, classificata come bevanda analcolica.

In Europa i produttori strutturati con l’ossigeno disciolto come prodotto principale non superano le 20 realtà. Il mercato è dominato da piccole e medie imprese, con alcune eccezioni come il gruppo tedesco Adelholzener. Le realtà più attive operano in Germania, Austria, Norvegia, Regno Unito, Ungheria e Repubblica Ceca. Il mercato più maturo è il Nord America; la crescita più rapida si registra in India e Malesia.

OXY-GO

Il prodotto: fonte, composizione, imbottigliamento

OXY-GO utilizza un’acqua oligominerale classificata come calcico-magnesiaca, iposodica, con residuo fisso tendente al medio. La fonte è al Monte Grappa, nelle Prealpi Venete: la scelta, secondo l’azienda, è dipesa dai parametri chimico-fisici dell’acqua di partenza, ritenuti compatibili con il processo di arricchimento.

L’imbottigliamento avviene in vetro, a pressione, con una tecnologia sviluppata per mantenere l’ossigeno disciolto nella bottiglia chiusa. Il dato di 150 mg/l colloca OXY-GO nella fascia più alta del mercato europeo: pochi concorrenti dichiarano concentrazioni comparabili. L’ossigeno, una volta aperta la bottiglia, rimane disciolto per diverse ore.

La composizione iposodica e la leggerezza del profilo minerale rendono il prodotto indicato per un consumo quotidiano, anche per chi segue diete a basso contenuto di sodio. L’azienda distribuisce attraverso la ristorazione, bar, palestre, centri wellness e canali farmaceutici e parafarmaceutici.

Cosa dice la ricerca sui benefici

Il mercato delle acque ossigenate da bere è cresciuto soprattutto per la domanda del mondo sportivo, con attese di miglioramento della performance e del recupero muscolare. La ricerca scientifica offre indicazioni parziali e controverse.

Diversi studi, tra cui uno pubblicato sul British Journal of Sports Medicine e uno dell’Università del Wisconsin–La Crosse, non hanno trovato prove che l’acqua super-ossigenata migliori le prestazioni fisiche o il recupero dall’esercizio intenso. Il motivo fisiologico è semplice: l’ossigeno assunto per via orale, anche in quantità superiori al normale, è irrilevante rispetto ai volumi che circolano nei polmoni durante l’attività fisica.

Un dato diverso emerge da uno studio del 2017 pubblicato sul Journal of the International Society of Sports Nutrition, condotto su 25 corridori allenati: nonostante nessun miglioramento nelle prestazioni, l’assunzione di acqua ossigenata ha prodotto una clearance del lattato significativamente più rapida nella fase di recupero post-esercizio. La clearance del lattato è il processo con cui l’organismo smaltisce l’acido lattico accumulato nei muscoli: una sua accelerazione può ridurre i tempi di recupero tra sessioni ravvicinate, rilevante in sport come nuoto, ciclismo e atletica dove si gareggia più volte nella stessa giornata.

Gli autori dello studio ipotizzano che l’effetto passi per un aumento del metabolismo epatico, ma precisano che sono necessarie ulteriori verifiche in vivo. Nella fase di recupero post-esercizio, i metodi tradizionali di idratazione con acqua normale restano altrettanto efficaci, secondo la letteratura disponibile. La ricerca sul tema è ancora limitata e i risultati non sono uniformi.

Un mercato di nicchia, con margini aperti

Multibrand gestisce direttamente filiera produttiva, logistica, packaging e conservazione del prodotto. L’azienda dichiara una capacità produttiva già oggi sufficiente a fornire milioni di bottiglie. OXY-GO è distribuita anche tramite Azzurra Fitness, società del gruppo specializzata nell’allestimento di palestre, centri estetici e strutture sportive.

Si tratta di un prodotto destinato alla fascia premium delle acque funzionali, non al consumo di massa, ma pensato per chi è attento alla qualità dell’idratazione quotidiana, pratica sport con regolarità o segue percorsi di benessere. La presenza nel canale farmaceutico e parafarmaceutico, insolita per un’acqua, conferma un posizionamento orientato alla salute percepita più che alla grande distribuzione.

Per il consumatore il punto fermo è uno: OXY-GO è un’acqua naturale con un profilo minerale equilibrato, adatta al consumo quotidiano indipendentemente dalle promesse legate all’ossigeno, per le quali la scienza mantiene riserve precise. Chi si aspetta effetti ergogenici documentati troverà la letteratura ancora aperta; chi cerca semplicemente un’acqua leggera e iposodica in vetro ha già gli elementi per valutarla.


Sito web oxy-go.com

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