A Brescia la finale di Le Stelle di Domani premia Lorenzo Masiero, 18 anni: la sua lasagna vegetale ha convinto la giuria
In questo mese di maggio, nella sede di Cast — l’Italian Institute of Culinary Arts and Hospitality di Brescia — si è conclusa la seconda edizione di Le Stelle di Domani, la gara culinaria tra studenti degli istituti alberghieri italiani promossa da Unilever Food Solutions e dalla Federazione Italiana Cuochi. A vincere è stato Lorenzo Masiero, 18 anni, del Collegio Ballerini di Seregno, in provincia di Monza e Brianza.
Non era la prima volta che Lorenzo si faceva notare: già nelle selezioni si era distinto con la ricetta «Fusione tra mare e terra», guadagnandosi l’accesso alla finalissima. Lì, però, la prova era un’altra: reinterpretare la «Lasagna Crispy» firmata da Giuseppe Buscicchio, executive chef di Unilever Food Solutions, senza snaturarla ma senza nemmeno limitarsi a copiarla.

Una lasagna vegetale che punta alla sostenibilità
Lorenzo ha presentato una lasagna vegetale che ha convinto la giuria su tre fronti: rispetto della struttura originale, tecnica d’esecuzione e scelta consapevole degli ingredienti, con un occhio esplicito allo zero sprechi. Non un vezzo estetico, ma una direzione di senso che ha attraversato tutta la preparazione.
«La Lasagna Crispy è una ricetta piuttosto complessa», ha dichiarato Buscicchio, «e i ragazzi hanno dimostrato un livello di esecuzione molto alto: non solo capacità tecnica, ma anche sensibilità nel sapere reinterpretare il piatto, riuscendo a esprimere una loro chiara identità personale».
La giuria era composta da cinque professionisti: lo stesso Buscicchio, Rita Busalacchi (pastry chef e docente Cast), Fabrizio Milione (executive chef Bonduelle Food Service), Fabrizio Rivaroli (chef e consulente) e Marcello Zaccaria (executive chef Barilla for Professionals).
Cinque borse di studio, mille studenti coinvolti
Lorenzo si è aggiudicato una delle cinque borse di studio messe in palio da Cast. Le altre quattro sono andate a Marta Reppucci dell’Ipsseoa Manlio Rossi Doria di Avellino, Alessandro Bosco dell’Ips Alessandro Filosi di Terracina, Salvatore Riina dell’Istituto Alberghiero Danilo Dolci di Partinico e Giorgio Tripepi dell’Ipsseoa G. Colombatto di Torino. Cinque scuole, cinque regioni, un campionario geografico che dice qualcosa sulla distribuzione del talento nella formazione alberghiera italiana.

La gara è solo il momento finale di un percorso che, nell’arco dell’anno scolastico, ha toccato otto istituti alberghieri in tutta Italia e ha coinvolto oltre 1.000 studenti. Gli incontri formativi hanno affrontato quattro tendenze della cucina contemporanea individuate dal report Future Menus di Unilever Food Solutions — Street Food Urbano, Cucina senza Confini, Radici del Gusto, Cibo Esperienza — elaborato con il contributo di oltre 1.100 chef in 20 Paesi.
La cucina a base vegetale entra in classe
Un dato che vale la pena segnalare: tra i partner della competizione, Bonduelle Food Service ha portato nelle scuole competenze specifiche sulla cucina a base vegetale. «Per Bonduelle Food Service è fondamentale contribuire alla crescita delle nuove generazioni», ha spiegato Fabrizio Milione, «condividendo competenze sulla cucina a base vegetale, sempre più centrale nella ristorazione contemporanea».
Non è un caso che il piatto vincente si muova proprio in quella direzione. Lorenzo Masiero ha 18 anni e sa già dove vuole andare. Il segnale che arriva da Brescia è che la cucina italiana si riproduce — e si rinnova — dentro le aule degli istituti alberghieri, prima ancora che nelle cucine professionali.
