Un ristorante a Fortaleza usa da anni nome e logo del locale storico fiorentino di Borgo San Lorenzo, senza alcuna autorizzazione
A 7.500 chilometri da Firenze, nel centro di Fortaleza, in Brasile, opera un ristorante che si chiama «Grande Nuti» e che utilizza lo stesso logo del locale storico fiorentino di Borgo San Lorenzo. I proprietari del marchio originale lo hanno scoperto di recente, e ora annunciano di volersi tutelare legalmente.
Il caso è emerso nei giorni scorsi quando i titolari del «Grande Nuti» fiorentino — aperto in un edificio che fu un antico collegio dei Padri Scolopi, a 50 metri da piazza del Duomo — si sono imbattuti sui canali social della struttura brasiliana. Il profilo descrive il locale come un generico ristorante italiano, senza alcun riferimento a Firenze né alle origini del nome. Ma il logo, stando a quanto dichiarano i legittimi proprietari, non lascia spazio a equivoci: non si tratta di omonimia né di semplice ispirazione.
«Non abbiamo mai concesso il permesso»
«Non abbiamo mai concesso il permesso di utilizzare il marchio — dichiarano i proprietari fiorentini — né in Brasile né altrove. Scoprire un locale così storico replicato a Fortaleza è stato sconcertante. Siamo pronti a tutelare un nome che rappresenta una parte della storia della ristorazione cittadina».
A prendere posizione è anche Gabriele Maselli, presidente dell’associazione degli Esercizi Storici Fiorentini: «Questa situazione deve far riflettere, perché spesso si pensa che certe vicende non ci possano toccare da vicino. Finché non si scopre che dall’altra parte del mondo c’è chi utilizza impunemente nomi e logo altrui».

Un locale con oltre mezzo secolo di storia
Il «Grande Nuti» sorge in Borgo San Lorenzo, la via principale dell’omonimo quartiere e una delle tappe del centro storico fiorentino più frequentate dai turisti internazionali. L’edificio che lo ospita risale a metà Seicento; accanto, una torre del Duecento. Nell’ultimo mezzo secolo, e in particolare dopo il cambio di proprietà più recente, il locale si è costruito una reputazione solida soprattutto per la pasta fresca, al punto che ogni giorno si forma una piccola folla davanti alle vetrine.
È questa identità visiva e gastronomica — curata nel tempo, legata a un luogo preciso — che i proprietari ritengono sia stata usata senza consenso dal ristorante brasiliano. L’uso di elementi tipici dello storytelling gastronomico italiano nel locale di Fortaleza, secondo loro, rafforza l’ipotesi di un plagio deliberato e non di una coincidenza.
Il nodo della tutela dei marchi all’estero
Il caso solleva una questione che riguarda molte insegne storiche italiane: la registrazione del marchio fuori dai confini nazionali. Proteggere un nome in Italia non implica automaticamente la sua tutela in Brasile o in qualsiasi altro Paese, a meno che il titolare non abbia proceduto con una registrazione internazionale — tramite il sistema di Madrid gestito dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale — o con una registrazione diretta nei singoli Paesi di interesse.
Non è ancora chiaro se il «Grande Nuti» abbia registrato il marchio in Brasile. I proprietari non hanno fornito dettagli sulle azioni legali in corso, ma la strada è tracciata: per agire all’estero, occorre dimostrare di avere titolo su quel nome anche fuori dall’Italia, il che — in assenza di una registrazione internazionale preventiva — non è quasi mai scontato.
