A Lipari la cantina eoliana ha inaugurato la nuova stagione con un nuovo menù pensato degli chef del Modì di Torregrotta
Dal 25 aprile Tenuta di Castellaro ha riaperto la sua cantina di Lipari al pubblico, con una novità di peso: il Castellaro Bistrot ha cambiato volto e ha affidato la cucina alla brigata degli chef Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi, già al timone del ristorante Modì di Torregrotta, in provincia di Messina. Visite, degustazioni ed enoturismo sono ripartiti sulle Isole Eolie dopo la pausa invernale, con un’offerta gastronomica che non c’era prima.
La tenuta — 24 ettari vitati sul suolo vulcanico di Lipari, circa 70.000 bottiglie l’anno, conduzione biologica e vegana — appartiene alla famiglia bergamasca Lentsch dal 2005. Massimo Lentsch ha costruito il progetto attorno a vitigni autoctoni dell’arcipelago, in particolare la Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero.

La cucina di Geraci e Quattrocchi
Il menu del Bistrot si muove tra mare e terra con una lettura contemporanea della Sicilia. Si trovano il crudo di pesce con mango, arachidi e salsa al pesce fermentato; gli spaghettoni aglio, olio e peperoncino con bottarga di tonno e polvere di pomodoro; il ragù bianco di coniglio con colatura di provola; il tubetto con zucchina lunga e gamberi. Tra i secondi il tonno scottato con crema di melanzana e salsa agrodolce, la cotoletta di pesce azzurro con maionese al cappero e peperoni arrosto, gli involtini di manzo alla messinese. Il Bistrot è aperto a colazione, pranzo e cena con formula à la carte.
I vini della Tenuta affiancano in carta i bianchi e i rossi Etna Doc di Massimo Lentsch e una selezione di vigneron francesi, con abbinamenti pensati piatto per piatto.
Chi volesse approfondire l’esperienza può scegliere il «Menu della Tenuta», percorso degustazione con abbinamenti della casa. Due le novità esperienziali: una cooking class guidata dallo chef con degustazione finale e un light lunch in vigna, per seguire da vicino il lavoro agricolo nel paesaggio eoliano.

Un nuovo capitolo, non un distacco
Geraci e Quattrocchi portano a Lipari il metodo maturato in 15 anni al Modì. «Castellaro nasce come un nuovo capitolo di questo viaggio — spiegano i due chef — un progetto più essenziale, forse più immediato, ma capace di mantenere intatta la nostra firma».
L’accordo è definito da Lentsch «un incontro naturale tra esperienze affini». Il fondatore sottolinea come la riapertura stagionale abbia assunto, nel tempo, il significato di un reset progettuale: ogni anno si reintroduce qualcosa. Quest’anno è toccato alla cucina.
L’architettura come contesto
Il Bistrot si inserisce nella struttura della cantina progettata dagli architetti Michele Giannetti e Alessandro Dalpiaz dello studio Dalpiaz Giannetti Architekten di Amburgo. L’approccio ha privilegiato il dialogo con il paesaggio vulcanico anziché contrastarlo, e il locale ne conserva l’impostazione materica ed essenziale.
Tenuta di Castellaro comprende anche un wine resort e il parco geominerario delle Cave di Caolino, recuperato e aperto alla collettività. L’enoturismo è parte strutturale del progetto fin dall’inizio, non un’aggiunta recente.
