Per la Giornata mondiale della Terra, FederBio presenta due ricerche su impollinatori e pesticidi nei suoli europei
Il 22 aprile 2026, in occasione della Giornata mondiale della Terra, FederBio — la Federazione italiana dell’agricoltura biologica e biodinamica — pone l’accento sull’importanza della biodiversità, elemento cruciale per la salute dei territori. Lo fa presentando i risultati di due recenti studi scientifici che evidenziano come l’agricoltura intensiva degradi i suoli e gli ecosistemi, mentre il biologico, dati alla mano, produce effetti misurabili in direzione opposta.
Da Bologna, la presidente Maria Grazia Mammuccini richiama inoltre il legame tra crisi ambientale e conflitti bellici in corso, indicati come fattori che ne accelerano l’aggravarsi. Un messaggio che colloca l’agricoltura biologica all’interno di un quadro geopolitico più ampio.

Impollinatori: il biologico aiuta anche i campi vicini
Il primo studio citato da FederBio, pubblicato su Global Ecology and Conservation, analizza il rapporto tra pratiche biologiche e impollinatori. La ricerca mostra che l’eliminazione dei pesticidi di sintesi e una maggiore diversità di piante in fiore rendono i terreni coltivati in biologico più ospitali per api, bombi e altri insetti impollinatori.
Il dato più rilevante riguarda però l’area circostante: lo studio registra un aumento dell’abbondanza e della diversità di impollinatori entro 500 metri dal perimetro dei campi biologici. Il beneficio, quindi, non si limita alla singola azienda agricola, ma si estende al paesaggio circostante.
Si tratta di un effetto con ricadute concrete: gli impollinatori sono indispensabili per la produzione di molte colture, biologiche e non. Anche un campo convenzionale confinante con terreni coltivati in biologico può quindi trarne vantaggio indiretto.
Pesticidi nel suolo: il 70% dei campioni europei è contaminato
Il secondo studio, pubblicato su Nature con il titolo “Pesticide residues alter taxonomic and functional biodiversity in soils”, analizza la diffusione dei pesticidi nei suoli di diversi Paesi europei. Il risultato è significativo: circa il 70% dei campioni esaminati contiene residui di queste sostanze in concentrazioni tali da alterare la biodiversità del suolo.
La ricerca individua nei pesticidi il secondo fattore che determina la biodiversità del sottosuolo, subito dopo le caratteristiche naturali del terreno. In altre parole, i residui chimici influenzano la composizione delle comunità microbiche quasi quanto la geologia e la chimica del suolo.
L’effetto non è neutro: alcuni batteri proliferano, mentre altri organismi — tra cui quelli fondamentali per la fertilità e la capacità produttiva del suolo — risultano penalizzati. Gli autori concludono che i criteri attualmente utilizzati per valutare il rischio dei pesticidi dovrebbero essere aggiornati, includendo l’impatto sull’intera comunità del suolo e non solo su singole specie bersaglio.

La posizione di FederBio
FederBio, fondata nel 1992, riunisce organizzazioni che coprono l’intera filiera del biologico e del biodinamico: dalla produzione alla certificazione, dalla distribuzione alle associazioni di categoria. È socia di Ifoam — la federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica — e di Accredia.
La presidente Mammuccini invita ad «accelerare la transizione agroecologica» e a orientare i consumi verso prodotti biologici, stagionali e locali. Sottolinea inoltre l’urgenza di fermare i conflitti armati, che contribuiscono al degrado ambientale compromettendo territori e risorse naturali.
La Giornata mondiale della Terra si celebra ogni anno il 22 aprile. La prima edizione risale al 1970, su iniziativa del senatore statunitense Gaylord Nelson.
