La cantina bresciana di Moniga del Garda presenta in anteprima le nuove annate di RosaMara, Pievecroce, Palmargentina e Molmenti
A Vinitaly 2026, Costaripa porta in fiera quattro etichette che raccontano la Valtènesi attraverso annate diverse e stili precisi. La cantina di Moniga del Garda, fondata da Mattia Vezzola sulle sponde bresciane del lago, presenta le nuove bottiglie che coprono un arco temporale che va dalla vendemmia 2025 fino al 2021.
RosaMara 2025, il rosé di riferimento della Valtènesi
RosaMara è da tempo il vino più riconoscibile di Costaripa. Il 2025 si muove nella stessa direzione delle annate precedenti: fragranza aromatica al naso, spina acida nel finale. È un Valtenèsi Chiaretto Doc che non cerca complessità a tutti i costi, ma punta su nitidezza e immediatezza, qualità che nel segmento del rosé estivo fanno la differenza.

Pievecroce e Palmargentina, due letture del territorio
Pievecroce 2025 è il vino che Costaripa costruisce intorno alla verticalità: struttura contenuta, trama gustativa che si distende lentamente. Il profilo è quello di un bianco da meditazione più che da aperitivo.
Palmargentina 2025 lavora invece sul registro opposto. Le brezze del lago lasciano il segno in una freschezza che sorregge il corpo del vino senza appesantirlo. È probabilmente il più immediato dei tre bianchi in presentazione, e anche quello che si presta meglio all’abbinamento con i pesci di lago.
Molmenti 2021, il rosé che invecchia
Il quarto vino è il più insolito. Molmenti 2021 è un rosé affinato per anni, una categoria ancora di nicchia nel panorama italiano. La vendemmia 2021 sul Garda bresciano ha garantito acidità e struttura sufficienti a reggere il tempo in cantina: il risultato è un vino con una complessità fuori standard per la tipologia, che si avvicina per comportamento ai rosé da invecchiamento della Provenza o del Tavel.
Con queste quattro etichette, Costaripa conferma una linea produttiva che non cambia direzione a ogni moda, ma accumula nel tempo una riconoscibilità stilistica precisa.
