L’azienda di Farra di Soligo porta a Verona l’Altius Extra Dry e il Rive di Soligo Brut 2025, due Valdobbiadene da vigneti eroici
A Vinitaly 2026, La Farra ha presentaro due etichette inedite del Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: l’Altius Extra Dry 2025 e il Rive di Soligo Brut Millesimato 2025. I partecipanti alla manifestazione veronese hanno potuto così assaggiare per la prima volta i due nuovi vini dell’azienda dei fratelli Adamaria e Innocente Nardi.
Due microclimi, un solo fil rouge: il Glera
La famiglia Nardi gestisce 25 ettari vitati tra Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto, sulle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2019. Pendici fino al 60% di inclinazione: dalla potatura alla vendemmia, ogni operazione si fa a mano.
L’Altius Extra Dry 2025 nasce dall’unione di due comuni e due microclimi diversi. Le uve Glera di Farra di Soligo, su terreni calcarei, portano finezza aromatica; quelle di San Pietro di Feletto, su suoli argillo-marnosi, aggiungono struttura e sapidità. Il metodo Charmat dura 25-30 giorni. Il risultato è uno spumante paglierino brillante, con bollicine fini, note di mela e pesca al naso, finale asciutto in bocca.

Il Rive: un solo vigneto, fino al 60% di pendenza
Il Rive di Soligo Brut Millesimato 2025 è più territoriale: blend di 95% Glera e 5% Chardonnay, con la componente Glera che proviene esclusivamente dal vigneto «Col Brià», situato tra 280 e 340 metri di altitudine sul versante sud dell’alta collina di Soligo. Pendenze fino al 60%, il tipo di parcella che non consente trattori.
Al naso offre frutta a polpa bianca — mela, pera — con lievi tocchi di agrumi. Al palato è fresco e sapido. L’azienda consiglia di berlo entro due anni dalla vendemmia.
Equalitas, export e numeri
La Farra ha ottenuto la certificazione Equalitas nel gennaio 2026 — standard di sostenibilità che valuta i profili sociale, ambientale ed economico del produttore — ed è già certificata Sqnpi per la produzione integrata. La produzione complessiva supera le 700.000 bottiglie l’anno, destinate oltre che al mercato italiano anche a Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia.
