Nel 2025 il Prosciutto Toscano DOP segna quasi il 9% in più sul preaffettato. Germania primo mercato, Nordamerica in crescita
Al banco salumeria ci si ferma ancora, ma sempre meno. La busta già pronta, da prendere dallo scaffale e aprire a casa quando serve, ha cambiato le abitudini di chi compra affettati — e il Prosciutto Toscano DOP ha cavalcato questa svolta meglio di tanti altri. Nel 2025 il segmento del preaffettato ha chiuso con un +8,92% rispetto all’anno precedente.
Perché il preaffettato piace
Il motivo è abbastanza diretto: comodità. Il prodotto confezionato si conserva più a lungo, non richiede attesa al banco, si trova in qualsiasi punto vendita della grande distribuzione. Per una DOP come il Prosciutto Toscano, stagionatura minima di dodici mesi, concia con pepe e aromi che gli dà quel sapore sapido e leggermente speziato, reggere bene la confezionatura non era scontato. I numeri dicono che ci riesce.
Le produzioni hanno accelerato da settembre 2025 in poi, segnale che le aziende del comparto hanno risposto alla domanda con volumi maggiori. Un dato che il Consorzio cita come indicatore positivo per il 2026.

Grande distribuzione, primo fronte
La GDO è il canale principale per la DOP. Nel corso del 2026 il Consorzio ha programmato una serie di iniziative nei punti vendita: degustazioni, materiali informativi, campagne social in collaborazione con i principali gruppi della distribuzione a livello nazionale.
L’operazione mira a ridurre la distanza tra etichetta e consumatore. Sapere che un prodotto ha una denominazione di origine e un disciplinare preciso è una cosa; capire cosa significa nella pratica, zone di produzione, razze suine, tempi di stagionatura, è un’altra. Le iniziative in store puntano sul secondo.
La Germania compra, il Nordamerica cresce
Fuori dall’Italia, la Germania è il primo mercato per il Prosciutto Toscano DOP. Anche qui la crescita è trainata dal preaffettato, formato che funziona meglio in mercati dove la cultura del banco affettati non è di casa. Fuori dall’Unione Europea, Stati Uniti e Canada sono i principali acquirenti.
L’export conta: attesta che il prodotto regge su mercati esigenti e lontani dall’origine, dove la DOP deve competere su scaffale con decine di alternative.
Tuttofood e il 2026
A maggio il Consorzio sarà a Tuttofood, fiera milanese che raduna operatori del settore e pubblico. Sarà anche il momento per presentare un anno che si apre con dati di produzione in salita.
«I dati di vendita testimoniano il riconoscimento del prodotto sul mercato», ha dichiarato Fabio Viani, presidente del Consorzio del Prosciutto Toscano DOP. Una crescita che, per ora, non passa dal banco — ma dallo scaffale.
