La Trentina: record storico per la cooperativa delle mele

Le previsioni di bilancio segnano +5% di fatturato grazie all’aumento della produzione e alla crescita delle varietà Club

Le mele trentine confermano la loro forza sul mercato. La Trentina, una delle principali cooperative ortofrutticole del Trentino, ha presentato il suo bilancio di previsione per la campagna 2025/26 con numeri che fanno ben sperare: il fatturato netto dovrebbe crescere del 5% rispetto all’anno precedente, segnando quello che il presidente Michele Roncador definisce «il miglior risultato di sempre» per la cooperativa.

Ma cosa significa questo per chi sceglie le mele sugli scaffali del supermercato o dal fruttivendolo di fiducia? Proviamo a capirlo.

Chi è La Trentina

La Trentina è una cooperativa che riunisce i produttori di mele della provincia di Trento. Fa parte del sistema APOT (Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini), insieme a Melinda e Co.P.A.G., che coordina la produzione, la commercializzazione e le strategie industriali dei melicoltori trentini.

APOT è sostanzialmente una “regia unica” che raggruppa circa 4.800 frutticoltori e l’85% del settore frutticolo trentino. L’idea è semplice: invece di agire separatamente, le cooperative fanno sistema, condividono investimenti e strategie di vendita, pur mantenendo ciascuna la propria identità. Melinda rimane Melinda con le sue mele della Val di Non e della Val di Sole, La Trentina porta il marchio delle altre valli trentine.

La Trentina - Raccolta mele
La Trentina – Raccolta mele

In pratica, quando acquistiamo mele trentine, molto spesso dietro c’è il lavoro di questi produttori associati che coltivano i loro frutteti tra le valli e le montagne del Trentino.

Il territorio è fondamentale: l’altitudine, il clima, l’escursione termica tra giorno e notte contribuiscono a dare alle mele caratteristiche organolettiche particolari, una croccantezza e un equilibrio tra dolcezza e acidità che le rendono apprezzate in tutta Europa.

I numeri della campagna 2025/26

Quest’anno i produttori hanno conferito alla cooperativa il 4% di mele in più rispetto alla stagione precedente. Non si tratta solo di quantità: la qualità generale dei frutti è buona, un dato importante perché incide direttamente sulla capacità di valorizzare il prodotto sui mercati nazionali e internazionali.

Un elemento che emerge con forza è la crescita delle cosiddette “mele Club”. Si tratta di varietà protette, spesso frutto di lunghi programmi di ricerca e miglioramento genetico, che offrono caratteristiche specifiche: colore intenso, polpa croccante, conservabilità superiore. Negli ultimi anni queste varietà hanno conquistato spazio crescente negli scaffali e nelle preferenze dei consumatori, che cercano prodotti con profili di gusto ben definiti e riconoscibili.

Cosa aspettarsi al mercato

Le previsioni commerciali sono positive. Questo significa che chi compra mele trentine nei prossimi mesi dovrebbe trovare prodotti di buona qualità a prezzi ragionevolmente stabili. Certo, bisogna fare i conti con lo scenario generale: l’inflazione continua a pesare sui costi di produzione – dai fertilizzanti all’energia, dai trasporti agli imballaggi – e questo si riflette inevitabilmente sui prezzi finali.

Anche il contesto geopolitico internazionale, con le sue tensioni e incertezze, può condizionare i flussi commerciali. Per questo la cooperativa invita alla prudenza, nonostante i dati incoraggianti.

La strategia: aggregazione e cooperazione

Michele Roncador, presidente della cooperativa, sottolinea come la strada intrapresa negli ultimi anni si stia rivelando efficace. «La gestione commerciale, industriale e strategica condotta con il sistema APOT resta una garanzia per affrontare le sfide del presente», ha dichiarato in occasione della presentazione del bilancio all’assemblea dei Comitati Territoriali.

Tradotto: fare rete, aggregarsi, condividere strumenti e strategie permette ai piccoli e medi produttori di competere sul mercato, mantenere standard qualitativi elevati e affrontare meglio le oscillazioni dei prezzi e le difficoltà logistiche.

Per chi ama le mele e presta attenzione alla provenienza di quello che porta in tavola, sapere che una cooperativa come La Trentina chiude la stagione con risultati positivi è una buona notizia. Significa che il sistema produttivo regge, che c’è investimento e cura nella coltivazione, che la qualità rimane un obiettivo prioritario.

E alla fine, è proprio questo che conta: poter scegliere un frutto buono, coltivato bene, in un territorio che sa esaltare le proprie eccellenze.

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