Una delegazione di produttori dell’Alto Adige in Langa per tre giorni di eventi, degustazioni e scambi culturali
Cosa possono avere in comune le colline del Barolo e le valli dell’Alto Adige? Più di quanto si pensi. Entrambi i territori hanno vini che raccontano la fatica dei vigneti in pendenza, entrambi destinazioni dove il paesaggio vale quanto quello che c’è nel bicchiere. Dal 28 al 30 novembre 2025, produttori e rappresentanti dell’Alto Adige-Südtirol saranno ospiti nelle Langhe per tre giorni di incontri, degustazioni e confronto. Non una fiera qualunque, ma un vero scambio tra chi il vino lo fa davvero.
Chi viene dall’Alto Adige
Non è una delegazione di rappresentanza. Tra gli ospiti c’è Manfred Vescoli, presidente della Strada del Vino dell’Alto Adige, ma soprattutto ci sono produttori che lavorano in alcune delle zone più impervie d’Italia. Peter e Brigitte Pliger del Kuenhof, per esempio, fanno vino sui terrazzamenti della Valle Isarco da uve che crescono su pendii così ripidi da sembrare impossibili. Thomas Dorfmann produce nella zona di coltivazione più a nord dell’Alto Adige, dove le condizioni estreme regalano ai vini una mineralità particolare.

Ci sarà anche Oskar Messner, chef del ristorante Pitzock in Val di Funes, che cucinerà la cena di gala di sabato sera al Castello di Roddi. Con lui la moglie Ingrid, sommelière. Il loro locale è uno di quei posti dove la cucina parte dal territorio, letteralmente: quasi tutto quello che servono arriva dalla valle.
Il programma (per chi c’è e per chi no)
Venerdì 28 novembre si parte con un’analisi sensoriale del tartufo al Castello di Roddi e degustazioni incrociate: Barolo da una parte, vini altoatesini dall’altra. La sera, cena al ristorante Ca’ del Re di Verduno con produttori di Barolo che portano le loro bottiglie.
Sabato 29 novembre è il giorno clou. Al mattino, tavola rotonda al WiMu di Barolo dal titolo pragmatico: “Il territorio: la migliore risorsa per un turismo di qualità”. È aperta a tutti, con registrazione obbligatoria. Nel pomeriggio, visita al Mercato Mondiale del Tartufo ad Alba e alle 16.30 una masterclass pubblica – “Tra profondità e altitudine: il Barolo incontra l’Alto Adige” – con degustazione di vini di entrambi i territori. Biglietti in vendita sul sito della Fiera del Tartufo.
La serata è riservata alla cena di gala al Castello di Roddi, con lo chef Messner che prepara un menu pensato per abbinare il Tartufo Bianco d’Alba a Barolo e vini altoatesini. Anche qui, biglietti disponibili online.
Domenica 30 novembre, tour privato tra i cru del Barolo per la delegazione.

Perché succede adesso
«Negli ultimi anni abbiamo fatto collaborazioni con Champagne, Borgogna, Napa Valley, Etna», spiega Daniele Manzone, direttore della Strada del Barolo. «Quest’anno abbiamo pensato all’Alto Adige perché è un territorio che come noi punta sulla qualità e su un’offerta turistica che non è fatta di slogan ma di esperienze vere».
L’idea è creare relazioni durature, non solo tra produttori ma anche tra enti e istituzioni. Condividere come si promuove il vino senza urlare, come si attira un turismo che cerca autenticità e non solo Instagram.
Due territori che si parlano
Barolo e Alto Adige sono territori diversi per vitigni, clima, storia. Ma hanno in comune la fatica del lavoro in vigna, la sfida di fare vino dove la natura non facilita, la capacità di trasformare questa difficoltà in un valore. E forse hanno capito che oggi, per distinguersi, serve raccontarsi insieme agli altri, non contro gli altri.
Info pratiche
- Tavola Rotonda (sabato 29/11, WiMu Barolo): accesso libero con registrazione su forms.gle/CJUvGewph9URb35A6
- Masterclass e Cena di Gala: biglietti su fieradeltartufo.org
