Consumi alimentari Italia: +5,2% nel primo semestre

Gli italiani tornano ai prodotti freschi: ortaggi, uova e pesce trainano la crescita. Il Sud guida con +6,9%. I dati ISMEA

Più verdura, più uova, più pesce. E meno merendine. Il carrello della spesa degli italiani nel primo semestre 2025 racconta un cambiamento nelle abitudini alimentari che va oltre i numeri: dopo anni di inflazione e freni ai consumi, le famiglie tornano a investire nel cibo, ma lo fanno con scelte più consapevoli. Il report ISMEA presentato il 14 novembre fotografa una spesa alimentare domestica cresciuta del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una particolarità: non è solo questione di prezzi, ma di quantità effettivamente acquistate.

Il carrello si riempie (davvero)

I dati parlano chiaro: gli ortaggi freschi guadagnano il 4,9% in volume e il 5,6% in spesa. Le uova segnano un balzo del 7,5% nei volumi (+13,2% in valore), il pesce fresco cresce del 3,7% (+10,2% la spesa), i formaggi freschi del 5,3% in quantità (+8,6% in euro). Persino il pane, prodotto base per eccellenza, registra un +4,9% nei volumi acquistati. Segnali che vanno letti insieme: gli italiani comprano di più, non solo spendono di più.

Famiglia al supermercato
Famiglia al supermercato

La frequenza degli acquisti aumenta del 10% su base annua, un dato che ISMEA interpreta come ritrovata fiducia. Il supermercato mantiene saldo il suo dominio con il 41% di quota di mercato (+6,1%), seguito da discount (+3,5%) e ipermercati (+3,3%).

Il Sud traina, il Nord-Est frena

Non tutte le aree del Paese si muovono allo stesso ritmo. Il Sud Italia registra la crescita più marcata con un +6,9%, seguito dal Centro (+5,2%), dal Nord-Ovest (+5%) e dal Nord-Est, più contenuto al +3,5%. Un divario territoriale che si accentua nel secondo trimestre dell’anno, quando ovunque si registra un’accelerazione.

Chi compra di più: famiglie giovani con figli

L’analisi per profili demografici rivela una tendenza interessante. Le famiglie con responsabile degli acquisti under 55 e con figli – piccoli o grandi che siano – hanno aumentato la spesa rispettivamente del 7,1% e del 9,1%. Sono loro a guidare la ripresa dei volumi, con carrelli più pieni e spese più frequenti.

Al contrario, le famiglie monocomponenti over 55, che nei due anni precedenti avevano sostenuto i consumi (per due terzi appartenenti a fasce di reddito medio-alte), nel primo semestre 2025 rallentano con un +4,3%, sotto la media nazionale. Ancora più netto il freno per le coppie anziane senza figli: appena +1%, con volumi in calo generalizzato.

Cosa resta fuori dal carrello

Non tutto cresce. Il latte fresco perde il 3,9% in volume (-1% in spesa), il vino cala del 2,5% nelle quantità pur aumentando dell’1,9% nel valore. Cambiano anche le abitudini per la merenda dei bambini: succhi di frutta (-3%), merendine (-2,5%), creme spalmabili (-0,7%) e cioccolata (-2,9%) accusano flessioni nei volumi. Una tendenza che sembra riflettere maggiore attenzione alla salute, confermata dall’aumento del miele (+7% in volume) e dalla sostanziale stabilità di zucchero e dolcificanti.

La colazione si trasforma: meno latte e biscotti, più yogurt (+9,7% in spesa, +5,7% in volume) e frutta secca.

Tornano le verdure sulle tavole italiane
Tornano le verdure sulle tavole italiane

Il ritorno della carne (avicola)

Nel comparto delle proteine animali, la carne avicola conferma il suo ruolo protagonista: +6,1% nei volumi, +11,5% nella spesa. Segue la carne suina (+3,1% volumi, +5,5% spesa). Le carni bovine invece perdono terreno (-1% in volume), frenate da aumenti di prezzo significativi (+8,7%).

Il pesce fresco, che rappresenta oltre la metà del totale ittico, cresce del 3,2% nei volumi con prezzi in aumento del 6,2%. Bene anche i surgelati, soprattutto quelli sfusi (+13,1%).

Spumanti e olio: le sorprese

Nel settore bevande, gli spumanti volano: +8,8% in volume, +7,6% in spesa. Un dato che conferma il consolidamento di un trend già emerso negli ultimi anni. L’acqua in bottiglia cresce del 3,9%, così come le bevande analcoliche (+3,2%). Le birre invece calano leggermente (-1,1%).

L’olio extravergine di oliva segna un rimbalzo del 15% nei volumi, favorito da una riduzione dei prezzi medi nella grande distribuzione del 18%. Al contrario, l’olio di semi perde il 6,4% con prezzi in rialzo dell’1,6%.

Promozioni stabili

Un elemento interessante: la pressione promozionale non aumenta. La quota di spesa interessata da sconti e offerte passa dal 23,8% del primo semestre 2024 al 23,6% del 2025. Un dato apparentemente marginale che segnala come la crescita degli acquisti non sia drogata da campagne aggressive di sconto, ma rifletta scelte più strutturali.

Dieta mediterranea e consapevolezza

Leggendo i dati nel complesso emerge un quadro: gli italiani stanno tornando ai prodotti freschi e agli elementi base della dieta mediterranea. Più ortaggi, più pesce, più legumi, meno prodotti ultra-processati. Un movimento che potrebbe essere interpretato come maggiore attenzione alla qualità e alla salute, oltre che possibile riflesso di campagne informative sulla corretta alimentazione.

Il report ISMEA fotografa un mercato vitale, con consumatori che tornano a riempire i carrelli ma lo fanno con criteri diversi rispetto al passato. Se il trend si confermerà nei prossimi mesi, potrebbe segnare un cambio di passo significativo nelle abitudini alimentari del Paese.

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