World Pasta Day 2025: orgoglio italiano in numeri

Il 25 ottobre si celebra il prodotto che gli italiani amano più di musica e opera. E i dati di produzione ed export confermano il primato

Dire Italia e pensare pasta. Succede al 69% degli italiani, più che con la pizza (64,2%). Non è solo questione di abitudine alimentare, ma di identità nazionale. Lo confermano i numeri del World Pasta Day 2025, evento promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation che sabato 25 ottobre celebra la sua ventisettesima edizione.

Più della musica, meno dei monumenti

Una ricerca condotta da AstraRicerche su 1.020 italiani tra i 18 e i 70 anni colloca la pasta nella top 5 dei motivi di orgoglio nazionale, con il 45% delle preferenze. Davanti ci sono solo monumenti (84,9%), arte (75,8%), paesaggi naturali (73,6%) e letteratura (69,2%). La pasta batte musica (39,6%), opera lirica (34,6%) e sport (27,3%).

Per il 96,6% del campione è ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Una percezione che trova riscontro nei fatti: lo scorso anno l’export italiano ha toccato oltre 2.420 milioni di tonnellate, con un aumento del 9,1% rispetto al 2023 e un valore di 4.020 milioni di euro (+4,8%). Nel primo semestre 2025 la crescita continua: +2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

pasta pomodoro
Pasta al pomodoro

I numeri della leadership

L’Italia produce 4,2 milioni di tonnellate di pasta all’anno, su una produzione mondiale che supera i 17 milioni. Dietro ci sono Turchia (2,1 milioni), Stati Uniti (2 milioni), Egitto (1,2 milioni) e Brasile (1,1 milioni).

Anche nei consumi il primato è netto: 23,3 kg pro capite all’anno, contro i 17 della Tunisia, i 13,6 del Venezuela, i 12,2 della Grecia e i 10,1 della Germania. Quasi il 60% della produzione italiana finisce all’estero, in oltre 200 paesi. I mercati principali sono Germania (467.183 tonnellate), Stati Uniti (302.177), Regno Unito (283.478), Francia (278.511) e Giappone (69.589).

Dieta mediterranea e falsi miti

Il 66,6% degli italiani considera la pasta l’alimento più rappresentativo della Dieta Mediterranea, più di olio (56,3%), verdura (47,5%), pesce (44,9%) e frutta (39,5%). È anche quello consumato con maggior frequenza: il 32,9% lo mangia quotidianamente, il 22,3% quattro o cinque volte a settimana, il 32,1% due o tre volte.

La ricerca smentisce alcune convinzioni diffuse: solo il 20,4% ritiene che la pasta vada eliminata in una dieta dimagrante, e appena il 27,3% crede che interferisca con il sonno se consumata a cena. Per il 58% degli intervistati incarna la tradizione culinaria italiana, per il 36% rappresenta la semplicità, per il 33,7% è sinonimo di salute e benessere.

pasta secca
Pasta secca

Scienza e sostenibilità

In occasione del World Pasta Day, Unione Italiana Food ha rinnovato il Consensus Statement, documento nato nel 2010 in collaborazione con l’International Pasta Organisation. Ora comprende 19 punti che certificano i benefici della pasta, dal ruolo nella Dieta Mediterranea all’apporto di folati, ferro, magnesio e fibre.

Secondo Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, le ricerche confermano che «la pasta, se consumata nell’ambito di una dieta equilibrata, contribuisce all’adeguatezza nutrizionale, al benessere metabolico e alla sostenibilità ambientale».

L’ombra dei dazi

Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food, ha però evidenziato le preoccupazioni del settore: «Nel complesso quadro geopolitico che ci troviamo ad affrontare, segnato anche dal rischio di extra-dazi da parte del Dipartimento del Commercio americano, questa edizione del World Pasta Day assume un grande significato simbolico».

A Roma, alla Galleria Alberto Sordi, è stata inaugurata la mostra digitale “Orgoglio Pasta”, visitabile gratuitamente fino al 25 ottobre. Sui social l’hashtag #WorldPastaDay ha generato lo scorso anno oltre 33.000 contenuti, confermando la dimensione globale di un prodotto che resta profondamente italiano.

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