Due rivelazioni per i distillati italiani alla competizione mondiale che ha valutato 2.598 campioni da 70 Paesi in Messico
A inizio settembre si è chiusa in Messico la ventisettesima edizione dello Spirits Selection by CMB, una delle più importanti competizioni internazionali dedicate ai distillati. Quest’anno 140 esperti internazionali hanno valutato alla cieca 2.598 campioni provenienti da 70 Paesi, nell’arco di tre giorni nello stato di Jalisco.
I risultati italiani
L’Italia si è confermata tra i cinque Paesi più premiati della competizione, con un aumento significativo rispetto alle edizioni precedenti sia per le medaglie che per le Gran Medaglie d’Oro. Due i riconoscimenti speciali assegnati ai nostri distillati:
- Rivelazione Amaro: Amaro San Simone prodotto dalla Amaro San Simone.
- Rivelazione Grappa: Grappa Riserva Rebo Barricata (6 anni) della Distilleria Peroni Maddalena dei F.lli Andreoli.
Due categorie che rappresentano bene la tradizione distillatoria italiana: da un lato gli amari, dall’altro le grappe. In particolare, il riconoscimento alla grappa invecchiata sei anni in barrique premia un prodotto che unisce la materia prima locale (il Rebo è un vitigno trentino) con la tecnica dell’affinamento in legno.

Cosa hanno premiato i giudici
Analizzando i risultati complessivi della competizione emergono alcune tendenze chiare. Il Messico, Paese ospitante, ha dominato i riconoscimenti con un focus particolare sui distillati di agave: la Rivelazione assoluta dell’anno è andata al Mexcalito de Mi Corazón Papalometl, un mezcal cristallino che ha conquistato la giuria per complessità e intensità. La tequila ha ottenuto 62 riconoscimenti complessivi, confermandosi una delle categorie più solide.
La Francia ha registrato un incremento del 45% nelle medaglie, con risultati equilibrati tra prodotti tradizionali (armagnac, cognac) e novità. Il dato più interessante riguarda la vodka: per la prima volta una vodka francese da uva ha ottenuto il premio Rivelazione, segnalando l’interesse dei produttori transalpini verso categorie storicamente dominate da altri Paesi.
I numeri per categoria
Guardando alle tipologie di spirits premiate, le categorie più rappresentate sono state:
Distillati di agave – Tequila e mezcal messicani in testa, seguiti dai distillati emergenti come il cocuy venezuelano.
Whisky – Con risultati distribuiti tra Scozia, Irlanda, India (prima Rivelazione Blended Whisky), Giappone e un sorprendente exploit della Germania (+510% di campioni presentati, principalmente whisky).
Rum – L’isola Mauritius ha ottenuto per la seconda volta la Rivelazione Rhum con Gray’s Distillery.
Distillati tradizionali – Ottimi risultati per prodotti legati ai territori: shochu giapponese, rakija serba (quattro Gran Medaglie d’Oro), singani boliviano, pisco peruviano, cachaça brasiliana.
Amari e liquori – Categoria dove l’Italia si è distinta insieme alla Francia.

Geografia dei riconoscimenti
Dal punto di vista geografico, la competizione ha confermato alcuni protagonisti consolidati e segnalato nuovi attori:
Europa – Francia, Italia, Scozia e Irlanda mantengono posizioni di vertice. Sorprese dalla Serbia (primo Paese balcanico per partecipazioni) e dalla Germania, che ha moltiplicato i campioni presentati puntando sul whisky. Anche la Svezia ha incrementato sia campioni che medaglie.
America Latina – Il Messico domina, ma crescono Brasile, Perù, Bolivia e Venezuela. Interessante l’affermarsi di distillati locali come il singani boliviano.
Asia – L’India entra nel mondo dei whisky premiati, il Giappone continua con gli shochu. Entrambi i Paesi mostrano una produzione in espansione.
Paesi emergenti – Cipro ha debuttato con una medaglia d’oro per la zivania, Mauritius si conferma eccellenza nei rum.
Un quadro in evoluzione
Lo Spirits Selection by CMB, nato come costola del Concours Mondial de Bruxelles (fondato nel 1998 per i vini), si è affermato come competizione indipendente con una propria identità. La formula della degustazione alla cieca e una giuria internazionale specializzata garantiscono valutazioni tecniche precise, permettendo anche a piccoli produttori e Paesi meno conosciuti di emergere.
I dati di quest’edizione mostrano un settore dei distillati in movimento: da un lato i Paesi con tradizioni storiche consolidate continuano a produrre eccellenze, dall’altro si affacciano nuovi produttori e nuove categorie. La crescita della Germania nel whisky, il debutto di Cipro, l’exploit della vodka francese sono segnali di un mercato che si diversifica.
Per l’Italia, mantenere una posizione tra i primi cinque Paesi è un risultato solido, specialmente considerando che la competizione valuta tutte le categorie di distillati e non solo quelle dove abbiamo tradizioni storiche. I due riconoscimenti speciali dimostrano che amari e grappe possono competere a livello internazionale quando la qualità è alta e il prodotto ha una sua personalità definita.
