Lattiero-caseario italiano: crescita del 33% in 5 anni

Il settore vale 29 miliardi e conquista i mercati esteri. Prezzi record per formaggi e burro, ma anche nuove sfide

La filiera lattiero-casearia italiana attraversa un momento di crescita significativa, trainata soprattutto dalle esportazioni e dai consumi interni in ripresa. I numeri diffusi da Ismea raccontano di un settore che ha saputo capitalizzare la qualità dei suoi prodotti, ma che deve fare i conti con prezzi in forte aumento.

I numeri della crescita

Il fatturato della fase di trasformazione ha raggiunto 21,8 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 33% negli ultimi cinque anni. Ancora più marcata la crescita della produzione agricola, che vale ora 7,9 miliardi (+50% nello stesso periodo). Sono cifre che testimoniano una dinamica positiva, ma anche una tensione sui prezzi che si riflette lungo tutta la filiera.

Parmigiano Reggiano forma
Parmigiano Reggiano forma

Nel 2024 sono state consegnate oltre 13 milioni di tonnellate di latte vaccino, con un aumento dell’1,9% rispetto all’anno precedente. La produzione rimane concentrata al Nord: Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte rappresentano oltre l’80% del totale nazionale.

La spinta dell’export

L’Italia si è confermata secondo esportatore mondiale di formaggi e latticini dopo la Germania, con un valore record di 5,4 miliardi di euro nel 2024 (+9,2% sul 2023). Nei primi sei mesi del 2025 la crescita è accelerata ulteriormente (+15,7%), portando l’attivo della bilancia commerciale vicino ai 400 milioni di euro.

Formaggi freschi e stagionati rappresentano circa tre quarti delle esportazioni totali. In questo scenario dominano i due colossi Grana Padano DOP e Parmigiano Reggiano DOP, che occupano il primo e secondo posto tra tutti i prodotti a Indicazione Geografica italiani per valore della produzione.

L’Italia può contare su 57 prodotti certificati (53 DOP, 3 IGP e 1 STG) per un valore complessivo di 5,53 miliardi di euro, un patrimonio qualitativo che rappresenta il vero punto di forza sui mercati internazionali.

Prezzi in forte aumento

Il successo sui mercati esteri ha però un prezzo. Il latte alla stalla ha toccato valori record nei primi sei mesi del 2025: 59,2 euro per 100 litri, con un incremento del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche i formaggi hanno registrato aumenti significativi nel 2024: +8,7% per il Grana Padano e +7% per il Parmigiano Reggiano. Ma è il burro a segnare l’incremento più vistoso, con i listini quasi raddoppiati (+86%). Una dinamica che continua nei primi mesi del 2025, sostenuta dalla domanda estera.

Panetto di burro
Panetto di burro

Il mercato interno tiene

Nonostante i rincari, i consumi interni mostrano segnali positivi. La filiera lattiero-casearia rappresenta il 14% della spesa alimentare delle famiglie italiane, posizionandosi al terzo posto dopo ortofrutta e derivati dei cereali. Nei primi sette mesi del 2025 gli acquisti sono cresciuti del 6,6%, trainati soprattutto da formaggi freschi e yogurt.

Le sfide del settore

La crescita nasconde però alcune criticità strutturali. Il numero di allevamenti da latte continua a diminuire: negli ultimi dieci anni se ne sono persi oltre 7.600, con un calo medio annuo del 3%. Nel 2024 risultano censiti 22.972 allevamenti con 2,6 milioni di capi, ma la tendenza al ridimensionamento prosegue.

Nei primi sei mesi del 2025 le consegne di latte sono calate dello 0,8%, segnale che la filiera deve affrontare sfide legate sia alla sostenibilità economica degli allevamenti sia alla capacità di mantenere i livelli produttivi.

Il settore lattiero-caseario italiano si trova dunque a un bivio: da un lato la crescita dei mercati esteri e la valorizzazione della qualità offrono opportunità concrete, dall’altro l’aumento dei costi e la riduzione del numero di produttori pongono interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine del modello attuale.

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