Miele di ape nera sicula: Bergi premiato a Sortino

L’azienda Bergi di Castelbuono vince il concorso dei mieli millefiori siciliani con un miele bio prodotto dall’ape nera sicula

È stata l’azienda agricola Bergi ad aggiudicarsi l’importante riconoscimento, in occasione della 44ª Sagra del miele di Sortino, nel libero consorzio comunale di Siracusa.

Il suo miele millefiori bio, fatto con il nettare raccolto dall’ape nera sicula, ha conquistato la giuria nella categoria «Mieli millefiori estivi», insieme ad altre 24 specialità autoctone, che hanno ricevuto la menzione e una targa speciale intitolata al cavaliere Paolo Pagliaro, figura storica dell’apicoltura iblea e siciliana.

Il miele millefiori bio di Bergi era uno dei 71 mieli siciliani selezionati al quinto Concorso Grandi mieli millefiori siciliani, promosso da Aras — Associazione regionale apicoltori siciliani, con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni culturali.

Una novità dell’edizione di quest’anno è stata l’introduzione della categoria «MieliTerraneo», dedicata al miele di timo. Il timo ibleo è una pianta aromatica originaria dei Monti Iblei, molto apprezzata dalle api, che per questo vi si posano sopra attratte dal suo profumo.

In questa sezione tre sono state le menzioni speciali, mentre il premio del pubblico è andato al miele di Apicoltura Sicula di Francesco Russo, da Messina.

Miele Bergi
Miele Bergi

Millenni di storia dell’ape nera sicula

Diventata presidio Slow Food nel 2008, l’ape nera sicula abita l’isola da millenni. Il suo corpo nero e la leggera peluria giallastra sono subito riconoscibili quando l’ape si appoggia sui fiori e ne raccoglie il nettare, trasportandolo fino al bugno con le sue ali minute.

L’esemplare, sottospecie dell’ape nera africana, ha rischiato l’estinzione negli anni Settanta, minacciata dalle massicce importazioni di ape ligustica — l’insetto per antonomasia a strisce gialle e nere — che veniva dal Nord del Paese.

La lungimiranza di un apicoltore, che trovò uno degli ultimi alveari in un baglio rurale a Carini, e gli studi condotti da Carlo Amodeo salvarono l’ape nera sicula, che oggi è ancora un presidio raro allevato da una cerchia ristretta di apicoltori in tutta l’isola, tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento.

Il miele dell’ape siciliana è estremamente pregiato perché è ricco di polifenoli, antiossidanti, sostanze antibatteriche e antifungine, proprietà che gli altri tipi di miele gli invidiano.

Miele Bergi, le arnie
Miele Bergi, le arnie

Il miele biologico secondo Bergi

Il concorso non premia solo la qualità dei mieli siciliani ma anche la purezza del prodotto, l’identità territoriale e l’innovazione.

Bergi elenca tra i suoi valori il rispetto della natura e una produzione biologica, certificata da Suolo e Salute, lontana da logiche industriali. «Seguiamo un modello di agricoltura biologica, sostenibile e a chilometro zero, nel pieno rispetto del ciclo delle stagioni e dei ritmi imposti dalla natura», dichiara Floriana Di Garbo, responsabile della produzione di Bergi.

Da tempo l’azienda di Castelbuono è anche impegnata in un progetto di recupero e salvaguardia dell’ape nera sicula, nel Parco naturale regionale delle Madonie, un piccolo scrigno di biodiversità sul Mar Mediterraneo.

Il premio Paolo Pagliaro dedicato a una figura storica

Il Concorso Grandi mieli millefiori siciliani, che esiste da cinque edizioni, è dedicato a Paolo Pagliaro. L’apicoltore, nominato cavaliere e scomparso nel 2011, per anni è stato una figura di riferimento dell’apicoltura in Sicilia. Il suo amore per le api andava oltre la semplice raccolta del miele, spingendolo ad avviare iniziative sociali e culturali che hanno avvicinato generazioni di uomini e donne al mondo dei piccoli insetti.

È stato lui, tra le altre cose, a fondare l’associazione e la sagra del miele di Sortino, che oggi portano alto il suo nome in ogni angolo della Sicilia, oltre al concorso Grandi mieli millefiori siciliani e ai corsi di analisi sensoriale dei mieli, che fanno parte del percorso ufficiale stabilito dall’Albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele.

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