La tenuta etnea di Tommasi Family Estates porta al Wine Paris la nuova selezione da singola contrada e le annate 2023 di Etna Rosso e Bianco
C’è un suolo nero che racconta storie antiche. Quello della contrada Alboretto-Chiuse del Signore, sul versante nord-est dell’Etna, dove le radici del Nerello Mascalese affondano in sabbie vulcaniche e stratificazioni di lava. È da qui che nasce Liuni, la nuova voce di Ammura che debutta a Wine Paris insieme alle annate 2023 di Etna Rosso e Bianco DOC.
La contrada
A 650 metri di altitudine, la contrada storica di Alboretto-Chiuse del Signore è uno dei contesti più vocati dell’Etna per il Nerello Mascalese. I suoli lavici di origine antica, ricchi di scheletro e minerali, garantiscono eccellente drenaggio e basse rese. Le forti escursioni termiche e la ventilazione costante preservano freschezza aromatica e tensione nel vino.
Qui Tommasi Family Estates, che ha acquisito la tenuta nel 2023 (una cantina fondata all’inizio del XX secolo), ha scelto di fare un passo ulteriore rispetto alle etichette base: una selezione da singola contrada, dove il territorio parla senza filtri.

Il territorio
Ammura si trova nel comune di Linguaglossa, alle pendici nord-orientali del vulcano, dentro il Parco Naturale dell’Etna. Quindici ettari vitati a Nerello Mascalese e Carricante, con il mare all’orizzonte e la Pietracannone, l’imponente formazione lavica, a dominare il paesaggio. Un contesto dove la forza del vulcano incontra la luce e la brezza marina.
Il progetto è chiaro: dare voce a uno dei terroir più complessi d’Italia con un approccio rispettoso e rigoroso. L’Etna non perdona approssimazioni, e i Tommasi lo sanno bene. Quattro generazioni di esperienza nel Veneto, otto tenute in sette regioni italiane, ma qui la sfida è diversa. Ogni scelta in vigna e in cantina emerge nel bicchiere senza sconti.
Liuni Etna Rosso DOC 2022 Contrada
È la novità. Nerello Mascalese in purezza, 2.500 bottiglie, vendemmia manuale nella seconda metà di ottobre. Vinificazione in silos d’acciaio con fermentazione a temperatura controllata tra 18 e 22 gradi per due settimane, affinamento per sei mesi in acciaio e dodici mesi in botti di rovere da 20 ettolitri.
L’annata 2022 è stata equilibrata e favorevole: inverno mite, primavera piovosa, estate calda mitigata dalle escursioni termiche. Una maturazione armoniosa che ha dato un vino di grande finezza ed energia.
Come spiega Giancarlo Tommasi, direttore tecnico ed enologo di Tommasi Family Estates: «Con Liuni abbiamo voluto raccontare una sfumatura ulteriore dell’Etna, partendo da una singola contrada capace di esprimere con grande chiarezza l’eleganza e la verticalità del Nerello Mascalese. È un vino che nasce dall’ascolto del territorio e che restituisce nel calice l’energia del vulcano in modo diretto e riconoscibile».
Etna Rosso DOC 2023
Sempre Nerello Mascalese 100%, ma con una produzione più ampia: 10.300 bottiglie. Stesso protocollo di vinificazione del Liuni, con sei mesi in acciaio e dodici in botti di rovere da 20 ettolitri.
Perfetto con carni alla griglia, arrosti di maiale e agnello, pasta alla Norma, risotto ai funghi, formaggi stagionati, caponata, salsiccia con finocchietto selvatico.
Etna Bianco DOC 2023
Carricante 100%, 12.500 bottiglie. Diraspatura, pressatura soffice, fermentazione del mosto fiore in silos d’acciaio a temperatura controllata tra 16 e 18 gradi. Affinamento sulle fecce fini con batonnage mensili e fermentazione malolattica naturale. Dodici mesi in acciaio e dodici in bottiglia.
Ideale con crudité di pesce, carpacci di tonno e ricciola, primi a base di crostacei, formaggi freschi di capra, risotti agli asparagi.
Il contesto
L’Etna è oggi uno dei principali protagonisti del vino italiano sui mercati nazionali ed esteri. Un territorio capace di attrarre attenzione e creare valore grazie a un’identità unica, contemporanea e profondamente legata all’origine. Wine Paris è la vetrina scelta da Ammura per presentare questo nuovo tassello: una firma sempre più riconoscibile nel panorama dei vini dell’Etna, dove natura, cultura e visione enologica si intrecciano senza retorica.
Il risultato è un progetto che porta l’esperienza di una famiglia veneta su un terreno impegnativo, dove il vulcano detta le regole e i vitigni autoctoni non ammettono compromessi. I vini parlano chiaro: qui conta solo il rispetto del territorio.
