Giornata dell’alimentazione, dietro il piatto c’è un mondo

Dalla food bag nelle scuole di Monza alla fame infantile: il 16 ottobre ha raccontato spreco, rincari, salute e tradizione.

Il pane avanzato a mensa che a Monza finisce in una borsa riutilizzabile e i 181 milioni di bambini sotto i cinque anni che nel mondo vivono in grave povertà alimentare stanno sotto la stessa parola: alimentazione. La Giornata mondiale dell’alimentazione, promossa dalla Fao e celebrata venerdì 16 ottobre, è servita a ricordarlo, perché ciò che finisce nel piatto dipende da campi, prezzi, politiche e perfino da come vengono lette le analisi dell’intestino.

Il quadro emerso dalle iniziative della giornata è molto più largo di quanto suggerisca la parola «cibo». Ci sono lo spreco, i rincari, la salute, la tradizione gastronomica e, sullo sfondo, la fame.

Lo spreco si combatte a scuola

Si chiama «Portami con te» il progetto che coinvolge 21 scuole primarie statali di Monza e oltre 4.000 alunni. A ciascun bambino viene consegnata una food bag riutilizzabile, nella quale portare a casa ciò che non è stato consumato a pranzo e si conserva bene a temperatura ambiente: frutta, pane, prodotti confezionati.

L’idea è insegnare un gesto concreto. Recuperare un frutto o una fetta di pane significa riconoscere il valore delle risorse spese per produrli. Il progetto è promosso dal gestore della ristorazione scolastica Sodexo insieme al Comune, e per il sindaco Paolo Pilotto le abitudini consapevoli nascono dai piccoli gesti ripetuti nel tempo.

Piatto del territorio mediterraneo
Immagine creata con IA

Il carrello costa di più, il reddito dei contadini no

Mangiare costa di più. Secondo Slow Food Italia, tra il 2021 e il 2026 il costo del carrello alimentare è cresciuto del 29,5%, ma l’aumento non si è tradotto in maggiori guadagni per gli agricoltori, che anzi si trovano sempre più in difficoltà. La direttrice Serena Milano parla di sistemi dominanti basati su dinamiche industriali e finanziarie, che consumano suolo, acqua e biodiversità e concentrano la ricchezza in poche mani.

La risposta indicata è l’agroecologia, cioè un’agricoltura meno dipendente da pesticidi, fertilizzanti e carburanti. Slow Food sostiene anche l’iniziativa dei cittadini europei «Il cibo è un diritto umano per tutti!».

Il peso dei prezzi si vede soprattutto sulle famiglie con figli. Un rapporto di ActionAid sulla povertà alimentare in Italia calcola che nel 2024 fossero circa 430.000, il 5,6% dei minori sotto i 16 anni, i bambini e i ragazzi in famiglie costrette a rinunce sul cibo o sulla vita sociale: non poter mangiare ogni giorno frutta e verdura o un pasto proteico, non poter invitare un amico a casa. Nel 2021 la quota era del 5,3%.

L’aumento più forte riguarda la fascia tra i sei e gli undici anni. Qui la quota è passata dal 3,8% al 6,8% in tre anni: circa 220.000 bambini, quasi 90.000 in più.

Dai campi alla scelta nel piatto

Più del 30% del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, e per FederBio la sfida non è produrre di più ma nutrire meglio, con un reddito giusto per chi coltiva e meno pressione sulle risorse naturali. Il tema scelto quest’anno dalla Fao per la Giornata era «Innovare oggi per nutrire il domani».

Il conto dell’agricoltura industriale si legge nei campi. Una revisione pubblicata su Frontiers in Public Health, firmata dai ricercatori del Pesticide Action Network, stima oltre 400 milioni di avvelenamenti acuti da pesticidi ogni anno, con quasi 11.000 morti. Restano fuori dal conteggio 84 milioni di bambini che lavorano nei campi.

Sul fronte opposto ci sono i numeri dell’Osservatorio Agrofarma: negli ultimi dieci anni l’uso degli agrofarmaci è calato del 18%, mentre i principi attivi di origine biologica sono cresciuti del 133%. Il DOK Trial, che confronta dal 1978 sistemi biologici, biodinamici e convenzionali, rileva emissioni di gas serra inferiori del 44% nei terreni bio.

C’è poi il tema della libertà di scegliere cosa si mangia. Il regolamento europeo sulle nuove tecniche genomiche (Ngt o Tea), approvato dal Parlamento Ue a giugno, elimina per la maggior parte degli Ogm di nuova generazione etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio. Non entrerà in vigore prima di luglio 2028. Il 21 settembre il governo slovacco ha presentato ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea e nello stesso giorno una coalizione di associazioni tedesche ha fatto ricorso al Tribunale Ue.

Demeter Italia, che riunisce circa 1.000 aziende biodinamiche, ricorda che il proprio disciplinare, come quello biologico europeo, esclude Ogm e Ngt. Per il direttore Giovanni Buccheri, i consumatori rischiano di non sapere più cosa c’è nel piatto.

La fame nel mondo, tra guerre e tagli agli aiuti

Fuori dall’Italia il problema ha un’altra scala. Save the Children stima che un bambino su quattro nella prima infanzia viva in grave povertà alimentare. Quasi 43 milioni soffrono di malnutrizione acuta e per 12 milioni la forma è grave. La malnutrizione resta all’origine di quasi la metà dei decessi sotto i cinque anni.

Le cause indicate sono i conflitti, la crisi climatica e la riduzione degli aiuti. I fondi per l’assistenza alimentare, agricola e nutrizionale sono calati del 59% nel 2025 rispetto al 2022. All’inizio di ottobre era stato stanziato solo il 31% di quanto serve per le emergenze nutrizionali più gravi, circa 3,1 miliardi di dollari su 10.

I casi più pesanti sono quelli del Sudan, dove nel 2026 circa 825.000 bambini sotto i cinque anni potrebbero soffrire di malnutrizione acuta grave, dello Yemen, della Somalia e di Gaza. L’escalation in Medio Oriente, interrompendo le rotte commerciali e facendo salire i prezzi di cibo e carburante, potrebbe spingere altri 45 milioni di persone verso l’insicurezza alimentare. Il ritorno di El Niño, particolarmente intenso quest’anno, rischia di aggravare il quadro con siccità e inondazioni.

Il cibo come prevenzione

Il rapporto tra ciò che si mangia e come si sta è stato l’altro grande filone della giornata. Coldiretti, con Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, porta i mercati contadini negli ospedali. L’esperimento è partito dal Policlinico Gemelli di Roma ed è arrivato a 71 strutture italiane.

Il nuovo passo è in Veneto, dove un mercato dei produttori ha aperto all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Coldiretti Veneto e Regione hanno firmato un protocollo d’intesa per usare la corretta alimentazione come strumento di prevenzione, con educazione alimentare, sicurezza dei cibi e filiera corta, e per contrastare gli alimenti ultraformulati. Al centro c’è la dieta mediterranea, con frutta, verdura, legumi e pesce.

Anche la ricerca guarda in questa direzione. L’immunologo Mauro Minelli, docente di nutrizione clinica all’università Lum, prevede che lo studio del microbiota intestinale diventi un esame di routine, come la creatinina. I piani alimentari, spiega, non nasceranno più da elenchi di cibi da eliminare ma dalle scelte utili a stimolare la biodiversità intestinale e la produzione di metaboliti protettivi.

La dieta mediterranea ha un ingrediente che i frantoiani dell’Aifo hanno ricordato per l’occasione: l’olio extravergine d’oliva, ricco di acido oleico, che sostituendo parte dei grassi saturi contribuisce a mantenere normali i livelli di colesterolo, e contiene vitamina E e composti fenolici.

Il pomodoro, tra licopene e tradizione

Anche un ingrediente quotidiano come il pomodoro entra nel discorso sulla prevenzione. Ricco d’acqua, apporta vitamina C, folati e potassio, che contribuisce al mantenimento della normale pressione sanguigna. Il suo colore rosso si deve al licopene, un carotenoide con attività antiossidante, oggetto di studi per un possibile ruolo nella salute cardiovascolare.

Conta anche come lo si cucina: la cottura aumenta la biodisponibilità del licopene, e un grasso come l’olio extravergine d’oliva ne favorisce l’assorbimento. L’abbinamento è tipico della cucina mediterranea. L’importanza di questo ingredienti è stata ripresa in occasione di questa Giornata da Agromonte, realtà siciliana che trasforma il pomodoro.

Tradizione e porzioni: il modello Genova

C’è poi la cucina come patrimonio. A Genova la Camera di Commercio, il Centro ligure per la produttività, l’università e l’istituto alberghiero Marco Polo hanno raccolto nell’Atlante alimentare dei piatti liguri 34 piatti della tradizione, un progetto editoriale che unisce identità del territorio, ricerca scientifica ed educazione alimentare.

Ogni piatto è studiato con un approccio che unisce competenze culinarie, scientifiche e nutrizionali, ed è fotografato in tre porzioni, piccola, media e grande, per aiutare a scegliere la quantità adatta. Una parte del lavoro riguarda l’impatto ambientale, con il calcolo dell’anidride carbonica emessa per produrre e fornire ciascun piatto. Il «modello alimentare Genova» è già stato indicato dalla Fao come esempio di dieta mediterranea.

Le città al tavolo e i biscotti solidali

Il cibo entra anche nell’agenda delle città. Lunedì 19 ottobre parte a Venezia la prima Venice Food Week, in programma fino al 24, curata dal laboratorio Food Lab dell’università Iuav insieme al Future Food Institute e a Corila, con l’obiettivo di costruire una roadmap per una politica nazionale del cibo. Martedì 20 ottobre la giornata «Food for All» avrà tre panel: povertà alimentare e diritto a una dieta adeguata, dieta mediterranea e prevenzione, mense scolastiche e universitarie. Sono attese la Fao, la Commissione europea e atenei italiani e stranieri.

Resta la solidarietà più semplice. Dal 23 al 25 ottobre, in oltre 200 piazze italiane, tornerà «Biscotti senza frontiere» di Medici Senza Frontiere: con una donazione minima di 15 euro si potrà ricevere una scatola di biscotti Grancereale, in versione classica o alla frutta, e il ricavato andrà al Fondo Emergenze. Barilla ha donato 100.000 tubi da 250 grammi.

Cosa si può fare

La Giornata mondiale dell’alimentazione torna ogni anno il 16 ottobre. Chi vuole sostenere la proposta di Slow Food può aderire all’iniziativa dei cittadini europei «Il cibo è un diritto umano per tutti!». Gli appuntamenti pratici sono due: Venezia dal 19 al 24 ottobre e le piazze di «Biscotti senza frontiere» dal 23 al 25.

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