Ristoranti, pizzerie e bar diventano posti del cuore: defibrillatori per tutti e corsi di primo soccorso per staff e residenti
Dietro il bancone di una pizzeria, accanto alla cassa di un bar, presto ci sarà una teca con un allarme e dentro un defibrillatore. Sono 19 i locali catanesi che hanno aderito a Beat & Bite – I posti del cuore. L’idea è fare di ristoranti, pizzerie e bar una rete di presidi cardiaci a disposizione di chiunque si trovi nelle vicinanze, cliente o passante che sia.
L’iniziativa è promossa da Link consulenza e Fud Adv, in collaborazione con l’associazione Il Cuore di Raffaele Odv Ets. La prima si occupa di sicurezza, formazione e cardioprotezione; la seconda di comunicazione e di rapporti tra imprese e territorio. Il progetto è stato pensato come un’operazione di responsabilità sociale: chi aderisce riceve l’attrezzatura e la formazione, e il defibrillatore è pensato per essere usato da chiunque, non solo dai clienti.

Perché partire dai locali
La scelta dei ristoranti ha una ragione pratica. Sono aperti per gran parte della giornata, sono distribuiti in modo capillare e li frequentano residenti e turisti. Più locali hanno un defibrillatore, più alta è la probabilità che ce ne sia uno vicino al punto in cui qualcuno viene colpito da un arresto cardiaco, dove contano i primi minuti.
«Da anni lavoriamo affinché i defibrillatori diventino sempre più accessibili e la protezione cardiaca sia percepita come una responsabilità condivisa», dichiara il titolare di Link consulenza, Andrea Giuffrida. «Non basta installare un dispositivo: è necessario formare le persone, informare i cittadini e fare in modo che ogni defibrillatore sia sempre efficiente e accessibile».
Sulla stessa linea il fondatore di Fud Bottega sicula e Fud Adv, Andrea Graziano: «I locali sono luoghi di incontro, attraversati ogni giorno da migliaia di persone. Con Beat & Bite possono diventare anche punti di sicurezza per il quartiere e per l’intera comunità. È un modo concreto per restituire al territorio una parte del valore che ogni impresa riceve».
Che cosa riceve ogni locale
Ogni attività entra nella rete con un defibrillatore Vivest PowerBeat X1P, utilizzabile su adulti e, in modalità pediatrica, sui bambini, e con una teca protettiva allarmata e personalizzata. Il kit comprende anche i materiali informativi per clienti e cittadini, il supporto alla comunicazione dell’iniziativa e l’inserimento nella mappa dei presidi. Il contributo di adesione copre la fornitura, la formazione e i materiali; i dettagli economici sono nella proposta di adesione.
Il dispositivo ha una guida vocale, analizza da solo il ritmo cardiaco e rilascia la scarica soltanto se rileva un’aritmia compatibile con l’arresto cardiaco. Se la scarica non serve, non parte. Un autotest giornaliero ne controlla il funzionamento, la garanzia dura otto anni, la batteria resiste oltre cinque anni e gli elettrodi hanno una validità di quattro. Non sono previste manutenzioni annuali.
Le scadenze di batterie ed elettrodi saranno seguite da Link consulenza, che avviserà i locali quando sarà il momento di sostituirli. I defibrillatori rientrano inoltre nel programma internazionale Save the beat: dopo ogni utilizzo batteria ed elettrodi vengono sostituiti gratuitamente e, per ogni vita salvata, viene donato un nuovo apparecchio, che va ad ampliare la rete.

Corsi da ottobre, anche per i residenti
La fase operativa parte a ottobre con i corsi Bls-D, cioè di rianimazione cardiopolmonare con uso del defibrillatore. Durano cinque ore e si chiudono con un attestato. Li tiene Link consulenza, accreditata al Dasoe della Regione siciliana. Sono previsti almeno due operatori formati per ogni locale, ma i posti non sono riservati solo al personale: alcuni vanno a cittadini residenti, scelti tra chi si candida liberamente.
Per chi teme di sbagliare, il progetto richiama le norme. La legge 116 del 2021 consente l’uso del defibrillatore anche a persone non formate, quando non c’è personale qualificato sul posto. Chi presta soccorso in buona fede è tutelato, e l’articolo 54 del Codice penale sullo stato di necessità protegge chi interviene per salvare una persona in pericolo di vita.
Locali e partner
Alla prima fase hanno aderito Biancuccia – pane agricolo, Bisco – via Etnea, Brace – artisti della carne, Chocofusion – casa del dolce, Cutilisci, Fud Bottega sicula, Il Vicolo – pizza e vino, La cucina dei colori, Legatoria Prampolini, Ostello degli Elefanti, Prestipino, il ristorante Coria, la pizzeria Sazi e sani, Sciara – pizzeria vulcanica, Vermut e Bar Ernesto, più altre tre attività dell’elenco diffuso dagli organizzatori.
Partner dell’iniziativa sono La valigia di Bacco, Emd112 – prodotti e formazione salvavita, l’associazione Ambiente e sicurezza, Flazio e Papercut.
I dettagli del progetto, la mappa dei locali con defibrillatore e le informazioni per partecipare come cittadini si trovano sul sito beatandbite.it.
