Tre sedi a Manhattan, 28 cantine e 4.000 presenze: il Consorzio porta i vini d’Abruzzo sul primo mercato estero della regione
Nella prima settimana di giugno 2026, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha occupato tre indirizzi di Manhattan — Hall des Lumières, New York Vintners e Arlo Soho Rooftop — con degustazioni, masterclass e una cena di gala. Al termine dei giorni di lavoro, il bilancio contava oltre 4.000 presenze e una masterclass dedicata al Cerasuolo d’Abruzzo andata esaurita. L’evento si chiama Move the Passion ed è alla sua edizione 2026, inserita nel programma europeo The Charming Taste of Europe, cofinanziato dall’Unione Europea per la promozione dell’agroalimentare di qualità.
L’iniziativa non era solo vetrina. Gli Stati Uniti sono il primo mercato estero per i vini abruzzesi: tenere tutti canali aperti e curarli era la ragione di fondo che ha portato 28 cantine, alcune delle quali sono realtà medie, non grandi nomi con budget promozionali illimitati, a fare le valigie e volare a New York.

Una masterclass con Alison Napjus per far conoscere il Cerasuolo
Il momento più tecnico dell’evento è stato affidato ad Alison Napjus, senior editor e tasting director di Wine Spectator, una delle testate di riferimento per il mercato enologico statunitense. La masterclass sul Cerasuolo d’Abruzzo ha raccolto oltre 70 partecipanti tra i professionisti del vino della Grande Mela, nessun posto libero.
Il Cerasuolo è il vino su cui l’Abruzzo ha più da guadagnare in termini di riconoscibilità negli Usa. Si tratta di un rosato da uve Montepulciano d’Abruzzo con una struttura e una profondità di colore che lo differenziano dai rosati provenzali dominanti sulle tavole americane. Farlo spiegare da una firma di Wine Spectator, davanti a chi avrebbe scritto note di degustazione e consigliato i ristoratori, era un modo per far capire che questo vino ha qualcosa da dire e che il mercato statunitense non lo ha ancora sentito per intero.
Walk-around b2b: 28 cantine faccia a faccia con il mercato
La degustazione walk-around riservata agli operatori ha messo le 28 cantine presenti a diretto contatto con buyer, importatori e ristoratori. Le etichette in campo coprivano l’intera geografia produttiva della regione: Agricola Olivia, Azienda Tilli, Biagi, Buccicatino, Cantina Orsogna, Cantina Valle Tritàna, Cantine Mucci, Cantine Nae, Casal Thaulero, Cascina del Colle, Castorani, Ciavolich, Citra, Colle Moro, Contesa, Crea, Fratelli Barba, Lidia e Amato, Mastrangelo, Nicodemi, Pasetti, Talamonti, Tenuta I Fauri, Tenuta Terraviva, Tenuta Tre Gemme, Torre Zambra, Valori e Vignamadre.
Per molte di queste realtà, un appuntamento di questo tipo vale più di anni di invio di campioni. Il contatto diretto, la possibilità di raccontare il territorio a chi decide cosa mettere in carta, è qualcosa che non si può delegare a un’email o a un semplice catalogo.

La formula diffusa: tre sedi, tre linguaggi
L’evento si è sviluppato su tre sedi con funzioni diverse. Hall des Lumières ha ospitato la cena di gala e i videomapping immersivi, offrendo uno scenario spettacolare per gli ospiti istituzionali, tra cui il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli. New York Vintners ha tenuto il percorso tecnico-didattico dedicato ai vini e ai territori. L’Arlo Soho Rooftop ha proposto un registro più informale, con vino, musica e una vista sullo skyline, adatto a un pubblico meno istituzionale.
Tre ambienti, tre pubblici diversi, un unico messaggio: l’Abruzzo non è più solo Montepulciano d’Abruzzo da primo prezzo, ma un territorio con denominazioni, storie e produttori da conoscere per nome.
Il presidente Nicodemi: «Boston e Denver ci conoscono già»
Il presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi, ha commentato i risultati con un dato che andava oltre New York. L’Abruzzo, ha detto, era già presente nelle carte dei vini e nelle attività di promozione anche a Boston e Denver, due mercati secondari rispetto alla Grande Mela ma indicativi di una penetrazione cresciuta negli anni. «Il nome Abruzzo è sempre più presente», ha sottolineato Nicodemi, «ed è un segnale che il lavoro di valorizzazione portato avanti negli anni sta producendo risultati concreti».
Move the Passion 2026 è stata la prima operazione del Consorzio a New York ad affiancare il lavoro sui buyer a un programma per il pubblico generale, senza tenere i due livelli separati. Negli ultimi dieci anni la presenza abruzzese sul mercato americano è cresciuta in modo costante, sia in termini di volumi sia di riconoscibilità del brand.
