Nel campo dove nacque nel 1946, l’Ente Nazionale Risi ha tracciato un disegno di 62×120 metri per gli 80 anni dell’Arborio
Sessantadue metri per 120: sono le dimensioni dell’opera che l’Ente Nazionale Risi sta realizzando nella risaia del comune di Arborio, in provincia di Vercelli, per celebrare gli ottant’anni della varietà che porta quel nome. Il disegno preparatorio è già stato tracciato sul terreno. Ora tocca alla semina: sarà la crescita del riso a completare l’installazione, settimana dopo settimana.
L’iniziativa si chiama «Risegno» — portmanteau di riso e disegno — ed è promossa dall’Ente Nazionale Risi in collaborazione con il Comune di Arborio. C’è però un dettaglio che non si trova in altri progetti di land art: l’opera sorge nello stesso campo dove, nel 1946, la varietà Arborio venne selezionata per la prima volta. Ottant’anni esatti.

Ottant’anni di un riso da risotto
L’Arborio è una varietà superfino, con chicchi grandi e ovali ad alto contenuto di amido. Nasce nel Vercellese, la pianura piemontese che insieme al Novarese, alla Lomellina e al Pavese concentra buona parte della produzione risicola italiana. È uno dei pochi risi italiani che all’estero non ha bisogno di spiegazioni: nei mercati anglosassoni il termine «Arborio» è usato quasi come sinonimo di risotto, e sugli scaffali dei supermercati britannici e americani compare da decenni con quella scritta in bella evidenza.
Ottant’anni sono un traguardo raro nel panorama varietale. Molte selezioni escono dal mercato nel giro di pochi decenni, soppiantate da varietà più produttive o più resistenti alle malattie. L’Arborio è rimasto, anche perché il suo profilo — chicco di grandi dimensioni, superficie amidacea — corrisponde esattamente a ciò che i mercati internazionali chiedono quando ordinano riso italiano.

L’opera cambia con le stagioni
Il «Risegno» è l’installazione di questo tipo più grande mai realizzata in una risaia italiana, secondo l’Ente Nazionale Risi. L’opera è concepita come qualcosa di dinamico: cambierà aspetto con il ciclo vegetativo del riso, dalla semina estiva fino alla raccolta in autunno. Il disegno a terra — visibile dall’alto — si trasformerà man mano che la coltura cresce e cambia colore.
L’Ente Nazionale Risi documenterà l’evoluzione dell’installazione sui propri canali ufficiali con aggiornamenti mensili. L’iniziativa si inserisce nel calendario di eventi dedicati all’ottantesimo anniversario della varietà, gestito congiuntamente dall’ente e dal Comune di Arborio.
L’evoluzione si porta seguire sul sito enterisi.it.
