Lo chef pugliese guida la cucina del locale adriatico dove ristorante, cocktail bar e design convivono in un progetto sperimentale
Quando un cuoco figlio e nipote di casari decide di lasciare il Salento per la riviera adriatica, qualcosa bolle in pentola. Leonardo D’Ingeo ha preso in mano le cucine di ALTO Rooftop, il locale al settimo piano del Villa del Mare Spa Resort sul lungomare di Cervia. Qui convivono ristorante gastronomico, tapas bar, due piscine e mixology, con una vista che spazia dal mare all’Adriatico fino a San Marino e le Marche. Non è il classico cambio di stagione: qui si parla di un progetto che vuole mescolare le carte in tavola.
Un cuoco cresciuto tra latte e viaggi
D’Ingeo ha il prodotto nel sangue. Cresciuto in una famiglia di casari pugliesi, ha iniziato a lavorare a quindici anni mentre studiava all’alberghiero. Prima il lago di Garda e Cervia, poi la Puglia con Antonio Bufi, Robuchon a Parigi e soprattutto quattro anni da Carico, dove ha fatto esperienza con una cucina internazionale e contaminata. L’ultima tappa prima di ALTO è stata Masseria Francescani in Salento, dove ha sviluppato una cucina pugliese attraversata da tecniche francesi, giapponesi e danesi, con un forte focus su fermentazioni e cotture alla brace.

Cosa cambia ad ALTO
Il progetto è ambizioso: creare un luogo dove la cucina dialoga costantemente con il bar di Niccolò Amadori. Niente fine dining classico con tanto di sipario e luci soffuse, ma uno spazio dove tutto succede insieme: si mangia, si beve un cocktail, c’è la musica, la piscina. D’Ingeo parla di «parco giochi controllato»: fermentazioni spinte, ossidazioni, acidità marcate. L’idea è portare il suo Sud pugliese sulla costa adriatica, creando un ponte tra due territori.
«Avevo bisogno di tornare a spingere, di respirare aria fresca», dice lo chef. «In Claudio Amadori ho trovato un imprenditore con visione e la capacità di darmi libertà creativa dentro un progetto strutturato».
Chi c’è dietro il progetto
Claudio Amadori non è nuovo a questi esperimenti. Dal 1995 con Le Giare ha aperto diversi locali, scegliendo chef quando erano ancora agli inizi di carriera: Pier Giorgio Parini, Vincenzo Giardina (stellato al Meloncino di Cortina), Gianluca Gorini. Il suo approccio è quello di chi sta in sala, vicino agli ospiti, ma tiene sempre d’occhio numeri e investimenti.
Cosa aspettarsi
Se l’obiettivo è intercettare una clientela cosmopolita con un modello lontano dalla ristorazione tradizionale, la sfida è trasformare ALTO in un laboratorio di contaminazione continua. Tra bar e cucina, Sud e Adriatico, tradizione casearia e tecniche internazionali. Il locale, che si trova sul lungomare di Cervia, ha già fatto parlare di sé per l’Alto Cocktail Festival, evento ormai alla quarta edizione che ha portato in Romagna alcuni dei migliori chef e bartender italiani. Vedremo se il parco giochi funziona.
