Dopo i lavori di ristrutturazione, il castello ha riaperto le porte con 125 etichette che raccontano il territorio
Nel castello di Mango, tra le colline del Moscato d’Asti, si era spento qualche tempo fa l’ultimo calice. Ora le luci sono tornate ad accendersi, dopo mesi di cantiere e una riorganizzazione che ha ridisegnato la governance dell’Enoteca Regionale. Il 12 novembre le porte si sono riaperte, quarant’anni dopo la fondazione.
Un progetto lungo quattro decenni
L’Enoteca nasce nel 1985 con un’idea precisa: dare visibilità ai vini del territorio e preservare la cultura locale. Da allora ha fatto da vetrina per produttori che spesso non hanno la forza di promuoversi da soli. La ristrutturazione è stata possibile grazie ai contributi della Regione Piemonte, della Fondazione CRC e del Comune di Mango.
Una nuova gestione
A marzo 2024 l’associazione è stata ricostituita. Tra i soci figurano il Comune di Mango, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, l’Associazione Commercianti Albesi, il Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti DOCG e la Camera di Commercio di Cuneo. La presidenza va a Bruno Bertero, che dirige anche l’Ente Turismo e l’Associazione dei Paesaggi vitivinicoli UNESCO. Vice presidente è il sindaco Damiano Ferrero.

Cosa offre l’Enoteca
Chi varca la soglia può degustare e acquistare oltre 125 etichette. Cinquanta produttori, 51 comuni tra Asti, Cuneo e Alessandria: numeri che raccontano un territorio capillare.
Il protagonista è naturalmente il Moscato d’Asti DOCG, vino dalla storia millenaria che ha reso famose queste colline. Si presenta con un colore giallo paglierino, profumi intensi di fiori d’acacia, pesca bianca, salvia e miele. Al palato è dolce ma mai stucchevole, grazie a una freschezza naturale che bilancia gli zuccheri. La gradazione bassa, attorno ai 5%, lo rende beverino e versatile. A differenza dell’Asti Spumante, il Moscato d’Asti è naturalmente frizzante, senza rifermentazione forzata.
Accanto al Moscato si trovano l’Asti DOCG, più spumeggiante e strutturato, il Canelli DOCG e lo Strevi DOC. Ma l’Enoteca non dimentica i grandi rossi del territorio: Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto, Nebbiolo. Vini che nascono da vigneti spesso eroici, dove il lavoro manuale è ancora l’unica opzione possibile.
La proposta copre diverse fasce di prezzo e stili produttivi. Ci sono le cantine storiche e quelle più piccole, i vini pronti da bere e quelli che hanno bisogno di tempo. L’idea è offrire una panoramica reale del Piemonte vitivinicolo, senza filtri.
Un territorio da scoprire
Le colline tra Langhe, Roero e Monferrato sono patrimonio UNESCO dal 2014. Il paesaggio è fatto di vigneti a perdita d’occhio, borghi medievali, cantine scavate nel tufo. Mango è uno dei punti nevralgici della Langa del Moscato, una zona ancora poco turistica rispetto ad Alba o alle terre del Barolo, ma con una sua identità precisa.
Il castello che ospita l’Enoteca domina la valle, un punto panoramico da cui si intuisce quanto sia articolato questo territorio. Le distanze sono brevi, ma ogni comune ha le sue particolarità: il suolo cambia, l’esposizione pure, e il vino che ne esce è diverso.
Orari e informazioni pratiche
L’Enoteca è aperta nei fine settimana e il lunedì, dalle 10 alle 18. Per novembre e dicembre gli orari rimangono invariati. Una scelta che privilegia il turismo del weekend, ormai consolidato nelle Langhe.
