La storica distilleria piemontese punta su due particolari vitigni autoctoni per il suo nuovo amaricante a 18 gradi
La famiglia Mazzetti d’Altavilla, attiva nella distillazione dal 1846, ha presentato il suo primo Vermouth di Torino. La novità sta nella base: invece dei tradizionali Moscato o Nebbiolo, l’azienda ha scelto due vitigni meno conosciuti ma dal forte carattere territoriale.
Due uve, due personalità
Il protagonista è la Malvasia di Casorzo, vitigno aromatico a bacca rossa coltivato su appena 107 ettari in tutta Italia. Questo piccolo gioiello dell’enologia piemontese produce vini elegantemente dolci, sottili e ricchi di profumi aromatici. La sua rarità ne fa un’uva quasi da collezione: circa un centinaio di produttori raccoglie il 95% delle uve adatte alla produzione, concentrate soprattutto nell’area del Monferrato astigiano.

A completare il blend c’è il Cortese, vitigno autoctono a bacca bianca coltivato in Piemonte dal XVIII secolo. Si distingue per l’alta concentrazione zuccherina, l’elevata acidità e la bassa alcolicità, con un profumo delicato e persistente. I suoi grappoli sono compatti, gli acini di medie dimensioni con buccia sottile e polpa croccante.
Il risultato in bottiglia
Il nuovo Vermouth di Torino Superiore Mazzetti presenta una gradazione di 18 gradi, posizionandosi come un prodotto versatile. Dal Cortese eredita freschezza e note minerali, mentre la Malvasia di Casorzo dona il colore rosso rubino e i sentori fruttati e floreali che caratterizzano il profilo aromatico.
L’azienda lo propone sia come fine pasto che come base per cocktail, puntando sulla crescente attenzione del mercato verso gli amaricanti di qualità. La scelta di utilizzare vitigni piemontesi meno commerciali risponde a una logica precisa: differenziarsi in un mercato affollato valorizzando le specificità del territorio.

Disponibilità e mercato
Il Vermouth Mazzetti è già distribuito nei negozi specializzati, nel canale Horeca e online. L’azienda ha previsto anche l’esportazione verso i mercati esteri, dove i vermouth italiani stanno vivendo un momento di particolare interesse.
La strategia di Mazzetti d’Altavilla punta su originalità e territorialità, caratteristiche che potrebbero risultare vincenti in un segmento dove la standardizzazione rischia di appiattire le differenze. Resta da vedere se il pubblico saprà apprezzare questa proposta che mette al centro due vitigni dal forte carattere locale ma dalla notorietà ancora limitata.
