Vivari Caviar: il caviale italiano cambia nome e linguaggio

Royal Food Caviar di Calvisano diventa Vivari: nuova identità visiva, packaging luxury, otto caviali da storioni in acqua sorgiva

Nel 2026, Royal Food Caviar, la storionicoltura fondata a Calvisano, in provincia di Brescia, oltre trent’anni fa, ha annunciato il cambio di marchio: il prodotto uscirà sul mercato con il nome Vivari Caviar. L’azienda resta la stessa, la società si chiama ancora Acipenser srl, ma il brand che parla ai consumatori cambia identità visiva, packaging e posizionamento. Il motivo è semplice: puntare ai mercati internazionali del lusso, non solo all’alta ristorazione italiana.

Il nome è preso dal latino vivarium, il luogo in cui la vita viene tenuta e fatta crescere. Un riferimento diretto al metodo produttivo: cicli di allevamento lunghi, oltre vent’anni per le specie più pregiate, in 155 vasche alimentate da acqua sorgiva, con ricambio completo ogni quattro-sei ore.

Vivari Caviar Asetra
Vivari Caviar Asetra

Da troticoltura degli anni Sessanta a storionicoltura

La storia parte nei primi anni Novanta, quando Carlo Dalla Rosa, dottore in Scienze della produzione animale specializzato in itticoltura, rileva una ex troticoltura risalente agli anni Sessanta e la converte in allevamento di storioni. Acipenser nasce come struttura dedicata esclusivamente agli storioni dal 1995; la prima estrazione di caviale risale al 2005.

Nel 2011 Nancy D’Aiuto, moglie di Carlo, fonda il marchio Royal Food Caviar per commercializzare il prodotto sia alla ristorazione sia ai privati. Oggi l’allevamento occupa dieci ettari di terreno e si estende per oltre un chilometro di vasche.

Otto varietà, dalla più accessibile alla più rara

La gamma di Vivari comprende otto caviali, ciascuno ottenuto da specie o incroci diversi. L’Asetra, ricavato dall’Acipenser Gueldenstaedtii, è indicato per chi si avvicina al caviale per la prima volta: uova sgranate di circa tre millimetri, gusto delicato con note di burro e aragosta. Il Russo, ottenuto dall’incrocio tra femmina di storione russo e maschio siberiano, ha grani più grandi e un aroma persistente di nocciola. Il Siberiano si distingue per le note di ostrica e frutta secca; il Sevruga, da Acipenser Stellatus, è il più sapido della gamma.

Più in alto nella scala di rarità si trovano il Beluga In, dalle specie Huso Huso e Acipenser Naccarii, uova che vanno dal grigio perla al grigio scuro, e il Club Selection, selezionato anno per anno tra la produzione migliore. Due le edizioni limitate: l’Imperiale, estratto da femmine alla seconda o terza ovulazione con grani che sfumano dall’ambrato al dorato; e l’Almas, caviale dal colore che va dal giallo paglierino al bianco perlato, possibile solo su uno storione ogni decine di migliaia di esemplari per una variabile genetica specifica. Completa la gamma il Caviaro, versione pastorizzata adatta anche a preparazioni con calore moderato.

Friend of the Sea e allevamento a bassa densità

Sul fronte della sostenibilità, l’azienda ha ottenuto la certificazione Friend of the Sea. Gli storioni vivono in acqua sorgiva a temperatura costante intorno ai 15 °C, con oscillazioni stagionali tra 13 °C e 20 °C, con mangimi privi di Ogm e densità di allevamento ridotta. L’azienda dichiara di lavorare anche al recupero e mantenimento di specie e genetiche a rischio di estinzione.

Vivari Caviar Beluga In
Vivari Caviar Beluga In

Un packaging che guarda alla gioielleria

La trasformazione più visibile riguarda il packaging. Vivari abbandona i codici grafici tradizionali del settore alimentare per avvicinarsi all’estetica della gioielleria: scatole nere con coperchi lavorati, cromie differenziate per ciascuna varietà, texture in rilievo. Ogni lattina ha un marcatore colorato al centro: rosso per il Russo, turchese per il Caviaro, oro per l’Almas che funziona sia da elemento identificativo sia da oggetto da collezione.

«Vivari nasce da un’idea semplice: rispettare il tempo e la vita», ha detto Nancy D’Aiuto.

La lavorazione del prodotto segue il metodo Malossol, con salatura minima, e avviene tra novembre e aprile. Dopo l’estrazione manuale e il primo confezionamento, il caviale matura in cella frigorifera per circa due mesi. Per il servizio, l’azienda consiglia cucchiaini di madreperla o ceramica, abbinamenti con champagne, vodka o vini bianchi secchi; per chi preferisce una soluzione analcolica, il tè forte per ripulire il palato.

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