Vigneti Vinessa: viticoltura eroica sul Monte Baldo

Il progetto di Mauro e Leonardo Bonatti tra sostenibilità e vitigni PIWI a 800 metri d’altitudine, dove il vento Vinessa forgia vini unici

C’è un vento che soffia da sud-est, percuote le sponde del versante veronese del Lago di Garda e risale i pendii del Monte Baldo con un soffio lungo, intenso, burrascoso. È la Vinessa, un vento che forgia i vigneti e dà loro un nome, un’identità, un carattere. Ed è proprio qui, nella località Lumini di San Zeno di Montagna, in provincia di Verona, che Mauro e Leonardo Bonatti hanno scelto di piantare le loro vigne, creando uno dei progetti vitivinicoli più innovativi e coraggiosi del panorama veneto.

Una storia recente ma densa di significato

La storia di Vigneti Vinessa è recente ma già ricca di passione. Dopo due anni di perlustrazioni sui pendii del Monte Baldo, padre e figlio si sono innamorati di questo luogo selvaggio e incontaminato, un tempo destinato al pascolo, dove i pastori nomadi accendevano piccoli fuochi nella notte per proteggere i loro insediamenti dai lupi. Nel 2017 hanno acquistato i terreni e sono serviti altri due anni per sistemarli e prepararli alla viticoltura. Le condizioni erano estreme: poche decine di centimetri di terra prima di incontrare la roccia calcarea, pendenze difficili da vincere, altitudini che oscillano tra 700 e 800 metri sul livello del mare. Eppure, proprio in queste difficoltà, i Bonatti hanno intravisto un’opportunità unica.

Vigneti Vinessa un momento della vendemmia
Vigneti Vinessa un momento della vendemmia

Un terroir complesso e straordinario

Il terroir di Vigneti Vinessa è inusuale per la sua complessità. L’esposizione a sud-est e l’altitudine elevata si combinano con un irraggiamento solare intenso e un’escursione termica notevole. Da un lato, le correnti fredde del Monte Baldo scendono dalle cime, dall’altro le brezze più miti del Lago di Garda risalgono i versanti, creando un microclima ideale per la viticoltura di montagna. I terreni argillosi sono affollati da rocce calcaree e dolomie, una combinazione geologica che dona ai vini mineralità spiccata e un’acidità vivace ed elegante. Ogni balza segue le curve di livello della montagna e presenta microclimi differenti, rendendo necessaria una vendemmia parcellare, con tempi e modalità diverse per ogni appezzamento.

Viticoltura eroica: sfide quotidiane per vini straordinari

Questa viticoltura viene definita dagli addetti ai lavori una “viticoltura eroica”, termine che rende giustizia alle sfide quotidiane che si devono affrontare per produrre vini in queste condizioni. La pendenza dei vigneti rende complicata ogni operazione, dalla lavorazione del terreno alla raccolta delle uve. Le macchine possono fare poco su questi pendii scoscesi, e il lavoro manuale diventa indispensabile. Ogni grappolo viene selezionato e pulito a mano, trasportato in cassette basse e poco voluminose per evitare che gli acini si schiaccino e si ossidino. È proprio questa attenzione artigianale a fare la differenza, permettendo di ottenere uve di altissima qualità che esprimono appieno il carattere del territorio.

La rivoluzione dei vitigni PIWI

La vera innovazione di Vigneti Vinessa risiede però nella scelta coraggiosa dei vitigni. L’intera produzione si basa esclusivamente su varietà PIWI, acronimo del tedesco Pilzwiderstandfähig, che significa “resistenti ai funghi”. Si tratta di vitigni ottenuti dall’ibridazione tra la vite europea, che porta nel patrimonio genetico la qualità del frutto, e viti di origine asiatica o americana, che conferiscono resistenza naturale alle malattie fungine come oidio e peronospora. Questi vitigni permettono di minimizzare drasticamente l’uso di prodotti fitosanitari, riducendo il consumo d’acqua, le emissioni di anidride carbonica e il compattamento del suolo causato dai trattori. In un ambiente incontaminato come quello del Monte Baldo, questa scelta diventa non solo agronomica ma anche etica, una scelta di sostenibilità nella viticoltura.

Vigneti Vinessa Fruscio
Vigneti Vinessa Fruscio

Le sette varietà coltivate

A Vigneti Vinessa sono coltivate sette varietà: quattro a bacca bianca – Bronner, Johanniter, Muscaris e Solaris – e tre a bacca rossa – Cabernet Cortis, Merlot Khantus e Prior N. Il Bronner è un vitigno di origine tedesca, creato presso l’Istituto di Ricerca di Friburgo. Il vino che ne deriva presenta un colore giallo con riflessi dorati, profumi ampi e freschi, un sapore asciutto e rotondo, delicatamente aromatico, che migliora con un leggero invecchiamento. Il Johanniter, anch’esso nato a Friburgo nel 1968 da un incrocio con Riesling, è una varietà bianca che offre vini eleganti e strutturati, ideali per esprimere la mineralità del terreno calcareo.

Le tre etichette della cantina

La commercializzazione è iniziata da poco e al momento sono tre le etichette, tutte molto eleganti, colorate e innovative che la cantina propone.

Divento è il vino manifesto dell’azienda, elegante e complesso, un bianco di montagna ottenuto da Johanniter e Bronner, fermentato e affinato in legno, con profilo salino, iodato e agrumato, sostenuto da un’acidità interessante che ne garantisce longevità.

Controvento è una creazione più audace, un passito di Muscaris dove dolcezza e freschezza trovano un equilibrio inedito. Dopo un mese di appassimento su graticci, sviluppa note floreali e fruttate. La mineralità e l’acidità pronunciata lo rendono snello, adatto anche ad abbinamenti salati.

Fruscio è il primo rosso, che dopo l’affinamento in barrique è appena stato reso disponibile. Nato dall’assemblaggio di Prior N e Cabernet Cortis a 750 metri di altezza su terreni rocciosi-argillosi, si presenta di colore intenso e unisce la complessità aromatica tipica di un Pinot Nero a una struttura tannica marcata.

 

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