Dalla Lunigiana, Terenzuola rilascia l’annata 2024 del suo Vermentino più raro: 1.400 bottiglie da una parcella storica a 370 metri
Sul confine tra Liguria e Toscana, dove i nomi dei paesi cambiano ogni cinque chilometri e le strade salgono strette tra i castagni, c’è un vigneto di duemila metri quadrati che produce un Vermentino diverso da tutti gli altri. Lo coltiva la famiglia Giuliani, a Fosdinovo, nel comune di Massa-Carrara. Le viti le ha piantate il nonno di Ivan. Ogni anno, da quella parcella, escono circa 1.400 bottiglie.
Un luogo che non somiglia alla costa
Il vigneto dei Pini di Corsano guarda a Sud-Ovest, si trova a 370 metri di altitudine e appartiene alla parte più antica della proprietà Terenzuola. Il suolo è scistoso, formato dallo sgretolamento di antiche arenarie. Le correnti montane arrivano dall’Appennino, l’aria salmastra dal mare — e le due cose si incontrano proprio qui, in una fascia di transizione che incide su come si formano i profumi e su quanta acidità resta nel vino.
Il risultato è un Vermentino che non punta sulla morbidezza tipica delle versioni costiere. Il profilo è più teso, verticale, con meno apertura immediata. Non è un vino facile al primo assaggio, ma è uno di quelli che cresce nel bicchiere.

Come nasce il 2024
La vendemmia è manuale e arriva tardi rispetto al calendario normale del Vermentino. L’annata 2024 ha beneficiato di un settembre fresco, che ha rallentato la maturazione e conservato l’acidità delle uve. Dopo la raccolta, il vino resta sui lieviti per circa sette mesi prima di essere imbottigliato.
La chiusura è a vite — una scelta che Giuliani ha introdotto nel 2010 e non ha abbandonato. Il motivo è pratico: protezione dall’ossidazione, uniformità tra una bottiglia e l’altra, precisione nel tempo. Nessuna retorica intorno a questa decisione, solo coerenza.
Trent’anni di lavoro su un vitigno
Giuliani lavora il Vermentino dal 1996. All’inizio guardava ai grandi bianchi alsaziani, e questo si traduceva in fermentazioni che lasciavano un residuo zuccherino leggero. Col tempo l’impostazione è cambiata: meno interventi, più attenzione alla maturità fenolica, surmaturazioni in pianta per arrivare a uve che abbiano davvero finito il loro ciclo. Una direzione opposta rispetto al punto di partenza.
Terenzuola: la cantina
La cantina nasce nel 1993 e oggi lavora circa venti ettari distribuiti tra Colli di Luni, Candia dei Colli Apuani e Cinque Terre. I vigneti partono da quote collinari basse e arrivano a superare i 400 metri. Il Vermentino resta al centro della produzione, affiancato da altre varietà autoctone.
Fosdinovo è un comune piccolo, incastrato tra le province di Massa-Carrara e La Spezia, con una storia agricola legata alla Lunigiana. Non è un territorio che fa notizia nei grandi circuiti del vino italiano, ma è uno di quelli dove il lavoro di pochi produttori ha costruito un’identità precisa, anno dopo anno.
1.400 bottiglie
Numeri così bassi pongono una domanda pratica: dove si trova questo vino? La distribuzione è necessariamente selettiva. Vale la pena cercarlo, soprattutto per chi conosce già i Vermentino dei Colli di Luni e vuole capire dove può arrivare il vitigno quando viene spinto fuori dalla sua zona di comfort climatica.
L’annata 2024 de I Pini di Corsano è disponibile tramite la cantina e una rete limitata di rivenditori specializzati.
