Una volta cicciottello era bello, ora è un problema serio

Un bambino su tre è in sovrappeso od obeso: tra cattive abitudini familiari e rischi per la salute di domani

Seduto su una panchina di un parco cittadino, o seduto in un bar, guardo le mamme con i loro bambini a passeggio. Molti di questi bambini sono allegri, simpatici ma “cicciottelli”. Sono nato a Milano negli anni ’50, figlio unico, ho vissuto il “boom economico” anni ’60, con madre iperprotettiva. Il mio benessere fisico era visibile, ero grassoccio, ero bello e in salute, per mamma e parenti. Orgogliosa mia madre diceva a tutti che mi piaceva mangiare i primi piatti, i secondi, banane e i dolci.

Alle elementari sino alle medie ero, come altri, il Ciccione. Quanto sono cattivi i piccoli. Naturalmente lentamente diventavo aggressivo, svogliato, poco amante della scuola. Con l’ingresso alle superiori tutto improvvisamente cambiò. Frequentando la scuola che io avevo scelto, trovai un equilibrio sia fisico sia mentale, questa fu la mia dieta. La mia adolescenza è stata uno dei periodi più belli della mia vita.

Passano gli anni, le madri e padri italiani sono più attenti all’alimentazione dei loro figli? Assolutamente no. Oggi l’Italia ha i tassi di obesità e sovrappeso infantile che la colloca ai primi posti in Europa. Stando alle cifre dicono che circa 30% sono in sovrappeso e il 16% circa sono obesi, specialmente nel centro-sud, vale a dire un bambino su tre.

La causa va cercata nell’ambiente familiare, abitudini alimentari scorrette, sedentarietà, televisione, smartphone, le bevande zuccherate, merendine.  Un marketing mirato, soprattutto nei confronti dei più piccoli, pubblicizza cibi pronti che hanno sostituito proteine di qualità, frutta, verdura. Ma, attenzione il problema è più serio: il 45% dei bambini sovrappeso è percepito dalla proprie madri come normopeso o addirittura sottopeso!

Sono numeri preoccupanti. L’obesità e sovrappeso infantile non “curato”, trasformerà questi bambini in adulti obesi. Adesso l’obesità in Italia è riconosciuta come malattia cronica, ma a oggi ha un impatto economico sul Servizio Sanitario Nazionale stimato tra i 9 e 13 miliardi di euro. Se non si farà qualcosa, sensibilizzazione culturale e una seria spinta a cambiare stili di vita, saranno in molti ad avere seri problemi a causa del grasso in eccesso.

spot_img

Ultimi Articoli

Cucine da vetrina e tavole di Langa: il senso della cena

Da una vetrina di Nizza Monferrato alla tavola di...

Longevità, la vecchiaia sana si prepara da bambini

Poco zucchero nei primi mille giorni, meno demenza e...

Acciughe e alici, un racconto tra Liguria e Piemonte

Dal ricordo d'infanzia a Chiavari alle vie del sale,...

Mango in Sicilia, l’Italia che cambia assieme al clima

Grandine e mango in Sicilia raccontano un clima che...