L’ottava edizione della manifestazione dedicata al Nebbiolo conferma il crescente interesse per le denominazioni del Nord Piemonte
Le sale del Grand Hotel des Iles Borromées hanno ospitato per due giorni un flusso continuo di calici, conversazioni e assaggi. Oltre 1200 persone hanno attraversato gli spazi dell’ottava edizione di Taste Alto Piemonte, l’appuntamento annuale con i vini delle dieci denominazioni del territorio.
Numeri in crescita
I dati parlano chiaro: quest’anno hanno partecipato più aziende di sempre dall’inizio della manifestazione. Cinquanta produttori hanno presentato le loro etichette, rappresentando Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Gattinara, Ghemme, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane.

«La partecipazione crescente dimostra che il territorio sta acquisendo consapevolezza delle proprie potenzialità», spiega Andrea Fontana, presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. L’evento ha funzionato anche come momento di confronto tra produttori e operatori del settore, con un pubblico misto di professionisti e appassionati.
Il programma
Ai banchi d’assaggio, organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Piemonte, i visitatori hanno potuto degustare le diverse interpretazioni del Nebbiolo e delle varietà autoctone della zona. Le cinque masterclass in calendario hanno approfondito le caratteristiche delle singole denominazioni, con una sessione dedicata ai vini del Sannio, regione ospite di questa edizione.

Oltre Stresa
La manifestazione ha avuto una coda diffusa sul territorio con le Wine Weeks, che hanno coinvolto ristoranti e wine bar delle province di Novara, Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola. Per alcune settimane gli appassionati hanno potuto assaggiare le etichette di Taste Alto Piemonte abbinate alla cucina locale.
«Ringraziamo le aziende, la Regione Piemonte, il Comune di Stresa e tutti i partner che hanno sostenuto l’evento», conclude Lorella Zoppis, vicepresidente del Consorzio. «È il risultato di un lavoro collettivo».
L’appuntamento è fissato per il 2026, sempre a Stresa, sempre con l’obiettivo di raccontare un territorio che continua a costruire la propria identità enologica.
