Le Olimpiadi arrivano in tavola. Due piatti e un cocktail che raccontano il dialogo tra la capitale e le Dolomiti
Milano è in piena preparazione olimpica. Le bandiere sono ovunque, i cantieri sono ancora aperti e la città si muove con un’energia diversa dal solito. Ma non sono solo le infrastrutture a raccontare Milano Cortina 2026: anche i ristoranti, i bar e le cucine private si sono messi al lavoro per tradurre in qualche modo lo spirito dei Giochi in qualcosa di tangibile. Park Hyatt Milano ha scelto di farlo attraverso il cibo e i cocktail, con un’offerta limitata, disponibili sino alla fine di febbraio, che vale la pena conoscere.
Un’idea semplice, eseguita bene
Il concetto è diretto: Milano e Cortina sono le due sedi delle Olimpiadi del 2026. Perché non raccontarle entrambe in un unico menù? Lo chef Guido Paternollo, alla guida della cucina di La Cupola — il salotto-lounge del Park Hyatt con la sua vetrata alta nove metri — ha preso questa idea e l’ha trasformata in due piatti disponibili per tutto il mese di febbraio.
Non si tratta di un esercizio accademico sul territorio. I piatti sono concreti, pensati per essere mangiati e apprezzati, e usano ingredienti che hanno un senso sia in cucina sia come riferimento geografico.

«I casunzei di barbabietola sono una ricetta iconica di Cortina, mentre l’ossobuco rappresenta Milano. Ho pensato di unirli in un solo piatto per raccontare due città attraverso un gusto profondo», ha spiegato lo chef Guido Paternollo.
Cosa aspettarsi in tavola
Il primo piatto proposto, i Casunzei di Barbabietola, sono serviti con salsa di ossobuco, Trentingrana e limone salato. I casunzei sono un primo classico della cucina di Cortina, qui ripensati con una salsa che porta Milano sul piatto. La barbabietola dà colore e dolcezza, il limone salato bilancia tutto con una nota tagliente.
La seconda proposta gastronomica, Amor Polenta, è servita con crema Chantilly. Si tratta di un dolce che affonda le radici nella tradizione lombarda ma che si ritrova anche nelle cucine di montagna. Qui la polenta cambia ruolo: diventa protagonista di un piatto dolce che punta su comfort e semplicità, completato dalla leggerezza della crema.
Due proposte che cercano di raccontare un territorio attraverso l’esaltazione di ingredienti caratteristi.
Il cocktail MI-CO: la mixology risponde
Se i piatti sono la parte gastronomica della storia, il cocktail MI-CO — ideato da Alessandro Iacobucci Vitoni, Bar & Lobby Manager del Park Hyatt — è la componente che si beve. Il nome racchiude la dedicata alle due città simbolo di queste olimpiadi: MI per Milano, CO per Cortina. Se il nome è semplice, la realizzazione è più elaborata.

La base è rum scuro, poi ci sono Frangelico, uno sciroppo artigianale alla cannella e limone, e albume per dare consistenza. La parte che lo rende interessante è l’affumicatura al tè bianco: un dettaglio che aggiunge una dimensione aromatica che si associa bene al resto delle note speziate. La polvere di cannella sulla superficie chiude il discorso visivamente.
«Ho scelto il rum per far sentire l’abbraccio caldo della città, mentre l’affumicatura e le note speziate evocano l’aria cristallina delle montagne», ha puntualizzato Alessandro Iacobucci Vitoni
Un cocktail che funziona sia come pre dinner sia come after dinner, a seconda di come lo si desidera. Non sarà il più sofisticato cocktail che si potrà bere a Milano questo febbraio, ma ha una coerenza narrativa che lo rende godibile oltre la qualità tecnica.
