Un brand italo-francese porta gusto e complessità nei drink analcolici, pensati per chi vuole bere meno senza rinunciare al rito
È l’ora dell’aperitivo e gennaio sarà un mese diverso: depurativo. Niente alcol, almeno per un mese. Nel frigo solo un’acqua tonica, con l’aggiunta di un prodotto JNPR una bibita dolce diventa una alternativa analcolica capace di soddisfare qualunque palato.
Dry January: da tendenza a scelta quotidiana
Il Dry January non è più solo una sfida di inizio anno. È diventato il simbolo di un approccio diverso al bere: più leggero, più consapevole, ma sempre sociale. E non si ferma a gennaio. Sempre più persone riducono l’alcol tutto l’anno, per sentirsi meglio, lavorare lucidi, allenarsi o semplicemente perché ne hanno voglia.
Il fenomeno ha un nome: sober curious. E ha trasformato l’analcolico da ripiego a scelta normale, parte dei nuovi rituali dell’aperitivo.
Cosa c’è dentro un distillato senza alcol
JNPR è un brand italo-francese fondato da Valerie De Sutter, che ha trasformato un’esigenza personale in un progetto concreto. «Da madre mi sono resa conto che non è l’aperitivo che si vuole togliere, ma l’alcol», spiega. Tra lavoro, famiglia e ritmi intensi, la domanda era semplice: perché bere deve significare per forza sentirsi appesantiti il giorno dopo?

I distillati JNPR sono a zero alcol, ma il punto non è cosa manca. È come sono fatti. Botaniche, spezie e agrumi vengono lavorati con distillazione tradizionale in alambicco, per ottenere profumi intensi e una struttura che regge anche senza alcol. Le ricette sono state sviluppate con Flavio Angiolillo, nome di riferimento nella mixology internazionale, con un obiettivo preciso: creare un prodotto che possa stare sul banco di un cocktail bar accanto ai grandi classici. La linea comprende sette diverse distillazioni, pensate per realizzare i principali cocktail.
Come si prepara
Per un gin tonic serve un bicchiere long drink pieno di ghiaccio, 50 ml di JNPR (n°1, n°2 o n°3) e 100 ml di tonica secca. Una scorza di limone o un rametto di rosmarino completano il drink. Niente di complicato.
Anche il Negroni può cambiare forma senza perdere equilibrio. Si parte da un tumbler basso con ghiaccio, poi 20 ml di VRMH n°1, 20 ml di JNPR n°1 e 20 ml di BTTR n°1. Si mescola con un cucchiaio da bar e si aggiunge una scorza d’arancia.

Una questione di gusto, non di marketing
Alla base c’è l’idea che il gusto venga prima di tutto. BTTR n°1 e SPRZ n°1 sono realizzati in una distilleria italiana a conduzione familiare, dove il lavoro artigianale è parte del processo quotidiano.
Non è un prodotto alternativo né una scelta di ripiego. È semplicemente un altro modo di bere, più leggero ma con la stessa attenzione ai dettagli, agli equilibri e alla qualità delle materie prime.
Il Dry January passa. L’aperitivo, se fatto bene, resta.
