Dal tartufo bianco di Montona al Terrano, dal prosciutto istriano al gin: il calendario degli eventi enogastronomici in Istria
Tartufo bianco, vino Terrano, prosciutto, olio e distillati: l’Istria croata mette in fila un fitto calendario di sagre tra il 5 settembre e il 24 ottobre, dall’apertura della stagione del tartufo nella foresta di Montona fino al festival del gin di Rovigno. Le manifestazioni toccano sia l’entroterra agricolo sia la fascia costiera, in un territorio dove agricoltura e turismo convivono da decenni.
La stagione del tartufo si apre a Montona
Il 5 settembre nella foresta di Montona parte ufficialmente la stagione del tartufo bianco. La zona, compresa tra Buje, Buzet e Pazin, occupa il fondovalle del Mirna (il Quieto in italiano) e conserva boschi planiziali umidi dove crescono farnia e frassino ossifillo. Acqua, suolo e copertura forestale favoriscono la crescita del tartufo.
La foresta e la valle del Quieto rientrano oggi nella rete Natura 2000, anche se nel tempo l’area ha subito trasformazioni legate alla regolazione delle acque. L’apertura della stagione prevede una battuta nel bosco con i cani da tartufo, seguita da degustazioni.
Il tartufo torna protagonista il 17 e 18 ottobre a Motovun con il Festival del Terrano e del Tartufo, che lo affianca al vino rosso delle colline coltivate dell’interno, dove la vite convive con oliveti e boschi.

La vendemmia e il vino tra le colline e il mare
Dal 18 al 20 settembre Buie ospita la Festa dell’uva, giunta alla 120esima edizione. La manifestazione racconta il peso storico della viticoltura nell’economia e nella vita sociale di un territorio di confine, dove croato e italiano restano lingue ufficiali in diversi Comuni, tra cui Buie, Cittanova, Montona, Parenzo e Rovigno, per statuto locale e per la normativa sulla tutela delle minoranze nazionali.
Il 26 settembre il vino si sposta verso la costa con “Wine & Walk by the Sea” a Novigrad. Qui il peso del turismo si fa sentire: nel 2025 la Regione istriana ha registrato 28,3 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive commerciali, quasi il 30% del totale croato, una concentrazione che d’estate modifica traffico e uso degli spazi pubblici nei centri costieri.
Olio, liquori e birra artigianale
Nell’entroterra l’olio extravergine d’oliva affianca il vino tra le produzioni più radicate, e la continuità delle coltivazioni aiuta a mantenere in uso terreni che rischierebbero altrimenti l’abbandono.
Il Terrano è anche alla base del teranino, uno dei liquori tipici della zona. Ad Hum si produce la biska, a base di vischio ed erbe aromatiche; la ruda usa la ruta, mentre la medica unisce grappa e miele. Tra i liquori alla frutta compaiono anche carrube, amarene e fichi.
Negli ultimi anni si è aggiunta la produzione locale di gin, al centro del festival GinIstra il 23 e 24 ottobre a Rovigno, dedicato a produttori e mixology: alcune etichette lavorano su botaniche mediterranee già presenti nella tradizione locale dei liquori. Cresce anche la birra artigianale: i piccoli birrifici istriani propongono lager, pale ale, Ipa e stout, con alcune ricette che usano caffè, cioccolato, spezie e persino tartufo.
Il prosciutto istriano e il “vijulin”
Dal 16 al 18 ottobre Tinjan ospita la Fiera internazionale del prosciutto ISAP. Il prosciutto istriano è chiamato localmente anche “vijulin”, violino, per la forma e per il modo in cui viene tenuto durante il taglio. La sua lavorazione, un tempo domestica, è passata nel tempo a filiere più strutturate.
La stagione si chiude il 24 ottobre a Rovigno con la seconda giornata di GinIstra, ultimo appuntamento in calendario dopo quasi due mesi di sagre ed eventi diffusi tra entroterra e costa.
