Cantina Tramin presenta l’annata 2017 del suo vino di punta, affinato sette anni a 2000 metri nel cuore di una montagna altoatesina
Sette anni al buio, a duemila metri di quota, dentro una miniera. Non è l’inizio di un thriller alpino, ma la storia di Epokale 2017, il Gewürztraminer che Cantina Tramin ha appena presentato dopo un affinamento che sfida ogni convenzione sul vino bianco.
Vendemmia tardiva e nuovo corso
L’annata 2017 ha segnato una raccolta posticipata a ottobre inoltrato, con grappoli volutamente raccolti in leggera sovramaturazione. «Dal 2015 abbiamo cambiato rotta», spiega Willi Stürz, enologo dell’azienda di Termeno. «Siamo tornati a un profilo più abboccato e concentrato rispetto agli anni precedenti».
Il risultato è un vino con 66 grammi per litro di residuo zuccherino e un pH di 3,7. Numeri importanti, che hanno richiesto un anno in più di affinamento rispetto alle annate precedenti: sette anni invece di sei, tutti trascorsi nella miniera di Ridanna Monteneve, vicino a Bolzano.

La scienza conferma l’intuizione
Per anni, i tecnici di Cantina Tramin hanno osservato come il Gewürztraminer continui a evolversi positivamente nel tempo. Ora quella convinzione empirica ha trovato conferma scientifica in una ricerca della Fondazione Edmund Mach, coordinata dal professor Fulvio Mattivi.
Lo studio, pubblicato a novembre 2024 sulla rivista Food Research International, ha analizzato i monoterpeni presenti nell’uva Gewürztraminer e i processi di conversione aromatica che avvengono con l’invecchiamento. Queste sostanze, responsabili dei tipici sentori di rosa, noce moscata, litchi e mango, continuano a rilasciarsi nel corso degli anni attraverso lenti processi chimici ed enzimatici, aumentando la complessità del vino.
Un bianco che non teme il tempo
La ricerca conferma quindi ciò che distingue il Gewürztraminer dalla maggior parte dei bianchi: non si limita a conservarsi nel tempo, ma migliora, acquisendo nuove sfumature aromatiche.
Epokale, lanciato con l’annata 2009, è stato il primo vino bianco italiano a ricevere 100 punti da Robert Parker-The Wine Advocate. La produzione è limitata a 2.150 bottiglie per annata, con una prospettiva di invecchiamento dichiarata di oltre vent’anni.
Un vino che richiede pazienza, insomma. Ma anche la voglia di sfidare l’idea che il bianco debba per forza essere bevuto giovane.
