DoloViniMiti: festival dei vini verticali in Val di Cembra

La terza edizione dal 9-12 ottobre celebra la viticoltura eroica trentina tra Müller Thurgau e terrazzamenti storici

La Valle di Cembra si prepara ad accogliere la terza edizione di DoloViniMiti, il festival dedicato ai vini verticali che dal 9 al 12 ottobre animerà uno degli angoli più suggestivi del Trentino orientale. Un evento che ha trovato la sua collocazione ideale in un territorio dove il 96% del territorio vitato soddisfa i criteri della viticoltura eroica, con pendenze superiori al 30% che interessano l’85% dei vigneti.

Organizzato dall’Associazione Turistica Valle di Cembra insieme ad ApT Fiemme Cembra, il festival ha debuttato nel 2023 con una prima edizione che si è svolta dal 6 al 15 ottobre. La prima edizione era dedicata ai vini d’alta quota e ai prodotti di montagna, mentre la seconda edizione dell’anno scorso ha ampliato il focus includendo un convegno sui “Paesaggi del Vino” che ha messo a confronto la Val di Cembra con le Langhe e l’Etna.

Panorama Valle di Cembra - foto Stefania Casagranda
Panorama Valle di Cembra – foto Stefania Casagranda

Un territorio di viticoltura estrema

La Valle di Cembra rappresenta un caso unico nel panorama viticolo italiano. I 700 ettari vitati sono distribuiti su ripidi versanti terrazzati con i vigneti che partono dai 250 metri di Mosana per arrivare fino ai 1000 metri di Faver. Un paesaggio costruito nei secoli dal lavoro dell’uomo, dove 708 chilometri di muretti a secco sostengono i terrazzamenti strappati alle pendici del monte.

Questo ambiente estremo, caratterizzato da terreni porfirici e forte escursione termica, ha creato le condizioni ideali per varietà specifiche. Il re indiscusso è il Müller Thurgau, vitigno nato tra il 1882 e il 1891 dall’incrocio di Riesling renano e Madeleine Royal che trova il suo habitat ideale nelle zone di alta collina comprese fra i 500 e gli 800 metri.

I vini della valle

Il Müller Thurgau della Valle di Cembra si distingue per caratteristiche uniche. Dalla vinificazione delle sue uve si ottiene un vino bianco di colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, con sentori di erbe aromatiche, sambuco, frutta tropicale e agrumi. Sapido, minerale, con piacevole acidità.

Accanto al Müller Thurgau, il territorio produce anche Riesling, Schiava, Pinot Nero e Chardonnay. Le alte quote e le escursioni termiche rendono questi vitigni particolarmente adatti alla produzione di basi spumante per il Trento Doc, conferendo ai vini quella distintiva acidità che dona identità, freschezza e longevità.

La definizione di “vini verticali” racchiude tre significati: quello paesaggistico, legato ai vigneti che si arrampicano sui versanti; quello altimetrico, per le quote elevate; quello gustativo, per la spiccata mineralità e freschezza che caratterizza questi prodotti.

DoloViniMiti - repertorio - foto Ivan Pojer
DoloViniMiti – repertorio – foto Ivan Pojer

Il programma dell’edizione 2025

La terza edizione di DoloViniMiti propone un programma articolato che spazia dalle masterclass tematiche ai trekking verticali, dalle degustazioni agli spettacoli esperienziali. Non mancheranno i convegni di approfondimento sulla viticoltura eroica e il confronto con altri territori che condividono questa peculiarità.

Novità di quest’anno è la collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, che proporrà un formato inedito per avvicinare il pubblico al mondo della distillazione. Il timing di ottobre, periodo di post vendemmia, permetterà di scoprire gli alambicchi in piena attività e di immergersi nei profumi delle vinacce in lavorazione.

Il festival si estende anche alla vicina Val di Fiemme, offrendo esperienze outdoor con vista sulle Dolomiti e degustazioni abbinate alla cucina di chef stellati. Un’occasione per scoprire un territorio che, pur restando fuori dalle rotte turistiche principali, offre paesaggi mozzafiato e produzioni di eccellenza.

Un festival in crescita

Dalla prima edizione di dieci giorni, DoloViniMiti ha progressivamente affinato la sua formula, concentrando gli eventi in quattro giorni intensi. L’evoluzione del festival riflette la maturazione di un progetto che punta a far conoscere un territorio unico, dove la fatica del lavoro manuale si trasforma in vini di carattere.

La Valle di Cembra, con i suoi vignaioli eroici e le sue produzioni distintive, si conferma così un punto di riferimento per chi cerca autenticità nel mondo del vino italiano.

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