Corte delle Dolomiti: dormire in un pezzo di storia

A Borca di Cadore un villaggio anni ’60 rinasce come resort diffuso tra boschi, architettura d’autore e autenticità alpina

C’è un posto nelle Dolomiti bellunesi dove il tempo sembra essersi fermato agli anni Sessanta, ma in modo tutt’altro che polveroso. Siamo a Borca di Cadore, pochi minuti da Cortina, dove 120 ettari di bosco privato custodiscono quello che fu il Villaggio ENI, voluto da Enrico Mattei per le vacanze dei suoi dipendenti e progettato dall’architetto Edoardo Gellner.

Oggi questo luogo si chiama Corte delle Dolomiti ed è tornato a vivere grazie a un progetto di ospitalità diffusa che ha saputo preservare l’anima originale senza cadere nella nostalgia sterile. Un recupero intelligente che offre al turista contemporaneo quello che cerca: autenticità, natura, design e quella libertà di scegliere come vivere la vacanza in montagna.

Un’idea nata negli anni del boom

A metà degli anni Cinquanta Mattei non voleva semplicemente un centro vacanze. Voleva creare una comunità, un villaggio sociale dove i lavoratori potessero ritrovare un equilibrio tra solitudine della natura e vita comunitaria. Gellner tradusse questa visione in architettura, seguendo i principi del regionalismo moderno: ogni edificio dialoga con il paesaggio dolomitico, il bosco entra nella struttura stessa del villaggio, i sentieri diventano parte del progetto.

Il risultato è un complesso unico, dove ogni dettaglio è stato pensato per convivere con l’ambiente circostante. Un’utopia sociale diventata pietra, legno e cemento armato.

Corte delle Dolomiti - Hotel Boite - foto studiovetroblu
Corte delle Dolomiti – Hotel Boite – foto studiovetroblu

Hotel Boite: l’essenza del progetto

L’Hotel Boite è il cuore pulsante di Corte delle Dolomiti. Costruito tra il 1961 e il 1963, prende il nome dal torrente che attraversa la valle. Le sue 84 camere sono essenziali ma eleganti: letto matrimoniale, bagno con doccia, parquet e arredi originali anni Sessanta. Ogni camera si affaccia sul bosco di abeti rossi con vista frontale sul Monte Pelmo.

Gli spazi comuni sono ampi, pensati per favorire l’incontro. La hall conserva ancora i suoi arredi originali e mostra il genio ingegneristico di Gellner: grandi travi lignee e finestre perimetrali che annullano il confine tra interno ed esterno. La terrazza offre una vista panoramica sul Pelmo, mentre il camino del bar unisce armonicamente hall e lounge.

L’hotel ospita anche il Ristorante 942, che prende il nome dall’altitudine. La cucina è essenziale e sincera, segue il ritmo delle stagioni e racconta il territorio attraverso i suoi prodotti. Le ceramiche con il marchio del cane ENI a sei zampe sono un dettaglio che fa sorridere. Il ristorante è aperto anche agli esterni.

Residence Corte: libertà e autonomia

Per chi preferisce gestire il proprio tempo in autonomia c’è il Residence Corte, nato dall’edificio che ospitava il personale di servizio. Oggi offre 45 appartamenti tra monolocali e bilocali, tutti con angolo cottura attrezzato, zona giorno, camera matrimoniale e bagno. Alcuni hanno terrazza o balcone con vista sulle montagne.

Non è lusso sfrenato, ma comfort genuino in un contesto naturale straordinario. Ideale per famiglie o per chi vuole vivere la montagna con i propri ritmi, senza rinunciare ai servizi del villaggio.

Corte SPA: benessere tra gli abeti

A seicento metri dal residence si trova la Corte SPA, un rifugio di benessere dove l’acqua arriva direttamente da una sorgente del Monte Antelao. La piscina coperta è riscaldata a 32 gradi e dispone di dodici postazioni idromassaggio, cascata cervicale e zone per l’idroterapia. Si collega a una terrazza esterna attrezzata con lettini.

L’area thermarium offre saune finlandesi (una panoramica con rituale dell’aufguss), bio-sauna, bagno turco e docce emozionali. Per i massaggi e i trattamenti estetici si usano prodotti naturali ispirati al territorio. C’è anche un piccolo bar-ristoro con healthy menu, centrifughe e tisane.

La spa è aperta generalmente dalle 12 alle 21, con alcune aree riservate agli adulti.

Corte Spa - foto studio vetroblu
Corte SPA – foto studio vetroblu

Corte Mountain Lab: la montagna da vivere

Il Corte Mountain Lab organizza attività per tutte le età: orienteering, arrampicata indoor e outdoor, forest bathing, escursioni in e-bike, laboratori nel bosco. Guide esperte accompagnano ospiti ed esterni alla scoperta del territorio.

Tra il Residence e l’Hotel Boite c’è il SuperCorte Adventure Park, un’area giochi dove bambini e adulti possono affrontare tre percorsi avventura di difficoltà crescente. Su alcuni muri dell’Hotel Boite sono state realizzate ferrate e vie attrezzate con difficoltà fino al 5B.

Il campeggio e le ville

Il campeggio conserva il suo carattere informale con capanne in legno a sei posti letto, rialzate da terra su sostegni in cemento armato. Include servizi igienici, docce, sale ritrovo e un grande padiglione con refettorio. La posizione permette di alternare giornate attive a momenti di relax, con accesso a tutti i servizi del villaggio.

Le 274 ville originali sono state restaurate e vendute a privati, mantenendo intatto il fascino architettonico originale con i loro tetti ventilati a falda unica e i mobili progettati da Gellner.

Un patrimonio da scoprire

Nel villaggio meritano una visita la Chiesa di Nostra Signora di Cadore, progettata con Carlo Scarpa, con la sua guglia di 42 metri in acciaio e le linee verticali che la rendono unica nell’architettura sacra contemporanea. E l’ex colonia, che poteva ospitare fino a 600 bambini, con l’aula magna ancora illuminata dal meraviglioso lampadario “nuvola” progettato da Gellner e Gino Sarfatti.

Corte delle Dolomiti non è solo un posto dove dormire. È un’esperienza che mette insieme storia, architettura, natura e libertà di scelta. Un luogo dove il passato incontra il presente senza forzature, dove ognuno può trovare il proprio modo di vivere la montagna.

 

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