Çobo Winery: il Vlosh di Berat sui mercati internazionali

Da Berat, città Unesco, 70.000 bottiglie nel 2024 e vitigni autoctoni albanesi che suscitano l’interesse delle guide del settore

Un vitigno autoctono rarissimo che cresce solo in questa zona dell’Albania, vinificato in purezza da una cantina di famiglia che ha ricostruito da zero la propria storia dopo decenni di fermo forzato. È così che Çobo Winery si è fatta conoscere fuori dai confini albanesi, con il suo E Kuqja e Beratit, rosso da uve Vlosh coltivate su nove ettari terrazzati a circa trenta chilometri dal mare Adriatico.

Un vitigno sopravvissuto al comunismo

La famiglia Çobo produceva vino sulle colline di Berat già nella prima metà del Novecento. Il regime comunista vietò la produzione privata e tutto si fermò per decenni. Nei primi anni Novanta Pashko Çobo riprese a vinificare con i figli Petrit e Muharrem: era ancora il periodo della transizione, senza mercato, senza distribuzione, senza quasi niente. Nel 1998 i due fratelli rifondarono l’azienda con un obiettivo dichiarato: recuperare i vitigni autoctoni e costruire una proposta riconoscibile fuori dall’Albania.

Çobo Winery - Vigneti
Çobo Winery – Vigneti

Il Vlosh era tra le varietà a rischio di sparire. Oggi occupa nove ettari di vigneto terrazzato, con circa 20.000 piante e rese basse per scelta. L’impianto del primo vigneto storico di Shesh i Zi risale al 1992-93: un ettaro che la cantina usa ancora come riferimento produttivo.

Tra il mare Adriatico e il monte Tomorr

I 38 ettari vitati si trovano tra 50 e 350 metri di altitudine, in una fascia dove le brezze adriatiche e le correnti fredde del monte Tomorr creano escursioni termiche abbastanza nette da rallentare la maturazione delle uve. Il suolo è prevalentemente calcareo. Le varietà coltivate sono Vlosh, Puls, Shesh i Zi e Shesh i Bardhë — tutte autoctone — più un appezzamento di Kashmer (Cabernet Sauvignon, Shesh e Merlot) impiantato nel 2000.

«Il microclima tra Adriatico e Monte Tomorr dona al Puls una maturazione ideale, con escursioni termiche che preservano acidità e vivacità, mentre le nostre scelte di vinificazione, come la macerazione sulle bucce, esaltano la sua struttura minerale e le note floreali tipiche del nostro suolo calcareo» ha spiegato Muharrem Çobo, co-fondatore e proprietario della cantina.

Nel 2024 la cantina ha venduto 70.000 bottiglie nei mercati di Albania, Italia, Belgio, Svizzera, Germania, Canada e Brasile. La produzione attuale arriva a 80.000 bottiglie l’anno, con una capacità massima stimata di 100.000.

Çobo Winery - Puls
Çobo Winery – Puls

Lo spumante e il resto della gamma

L’altro vino che ha attirato attenzione fuori dall’Albania è Shëndeverë, spumante metodo classico da uve Puls. Il Puls cresce su vigneti a gradoni tra 50 e 400 metri di altitudine, con una struttura che si presta alla rifermentazione in bottiglia. La gamma comprende anche E Bardhë e Beratit, bianco da uve autoctone, e il Kashmer, pensato per un pubblico abituato ai vitigni internazionali.

L’approccio produttivo privilegia la qualità rispetto ai volumi, con fermentazione controllata, grandi botti e interventi minimi in vigna.

Berat, 15.000 visitatori l’anno

La cantina sorge alle porte di Berat, centro storico patrimonio dell’Umanità Unesco, con il castello medievale ancora abitato e le case ottomane sul fiume Osum. La città attira un turismo lento, diverso dai grandi circuiti, con circa 15.000 visitatori l’anno che passano dalla cantina, in prevalenza polacchi, tedeschi, austriaci e americani.


In Italia la distribuzione è affidata a Proposta Vini.

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