A Pergine Valsugana, castello del XII secolo con camere senza tv né wi-fi e ristorante gourmet su prodotti locali e stagionali
Sulla sommità del colle Tegazzo, a 650 metri di quota, Castel Pergine domina la parte alta della Valsugana e apre la vista sulla conca di Pergine, sul lago di Caldonazzo e sulle montagne circostanti. La fortificazione, documentata almeno dal XII secolo, conserva ancora oggi un carattere medievale ben riconoscibile, al quale si sono sovrapposti nel tempo ampliamenti e trasformazioni. Nel Cinquecento il complesso assunse anche l’aspetto di residenza signorile. Nel Novecento ebbe una nuova vita come struttura ricettiva e nel 2018, grazie a una raccolta fondi, fu costituita la Fondazione CastelPergine Onlus, che ne cura la conservazione e la valorizzazione come bene comune, con la partecipazione di un migliaio di cittadini di Pergine, che spesso lavorano come volontari per la manutenzione e l’abbellimento del «loro» castello.

Un albergo a una stella, per scelta
È però l’albergo che fa vivere concretamente questo patrimonio storico. Non si tratta di un hotel convenzionale, ricavato all’interno di un edificio antico dopo una radicale ristrutturazione, bensì di una struttura che conserva volutamente tutte le caratteristiche del castello. La categoria ufficiale è soltanto di albergo a una stella, scelta coerente con una ricettività nella quale non si è cercato di introdurre tutti i servizi normalmente associati alle categorie superiori. È una scelta digital detox che però regala un’atmosfera rara da trovare e da vivere.
Le venti camere sono distribuite nell’ala edificata nel Cinquecento e nelle torri. Quelle storiche conservano arredi dei primi del Novecento e affreschi antichi; accanto a esse ci sono alcune camere moderne più essenziali, ma il fascino maggiore è dato dalla sistemazione nelle tre antiche torri medievali. La Torre d’Entrata comprende due camere doppie, mentre la Torre Quadrata dispone di un soggiorno e di due camere doppie trasformabili in triple. La Torre Rotonda, più raccolta, è pensata per due persone. Le superfici variano sensibilmente, così come le soluzioni interne.
L’assenza di alcuni comfort contemporanei come tv, wi-fi, piscina, aria condizionata, è quindi parte della natura stessa della struttura, anche se non significa rinunciare a tutto ciò che serve per un soggiorno gradevole. Le camere dispongono di bagno privato, asciugacapelli, scrivania e macchina del caffè; la colazione comprende pane e dolci fatti in casa. La quiete, più che la tecnologia, è il principale elemento dell’esperienza alberghiera.
Due chef, un ristorante nel Palazzo Baronale
Dal 2023 la gestione dell’albergo, insieme a quella della ristorazione e del bistrot, è affidata a Manuel Merlo e Sofia Omodeo Iuli, già protagonisti di numerose avventure gastronomiche insieme, con un background comune nella ristorazione di alta gamma: Merlo ha maturato esperienze anche da Cracco e al Del Cambio di Torino, mentre Omodeo Iuli si è formata come pasticcera ad Alma e ha lavorato, tra l’altro, nella cioccolateria di Jacques Genin a Parigi.
La loro presenza si nota soprattutto a tavola. Il ristorante occupa una sala di dimensioni contenute negli ambienti storici del Palazzo Baronale, fra volte ogivali e pavimenti antichi. La proposta è quella di una cucina italiana contemporanea che utilizza prodotti locali e stagionali, combinando tecniche moderne, accostamenti non convenzionali e una particolare attenzione alla materia prima. Il percorso degustazione proposto comprende sei portate secondo il gusto dello chef, ma è disponibile anche una scelta à la carte meno «estrema».

Ingredienti trentini, costruzioni gustative complesse
La degustazione non va letta come una semplice successione di piatti tradizionali trentini. L’impostazione parte spesso da ingredienti riconoscibili per trasformarli attraverso cotture, estrazioni, fermentazioni, salse e contrasti. Alcuni piatti-esempio sono gli asparagi bianchi trattati interamente in bianco, con rafano, soia bianca, cardamomo, aglio nero, tabasco verde, pecorino e una spuma alla panna e finocchio; il salmerino alpino cotto lentamente, accompagnato da beurre blanc alle rose e asparagi verdi; i ravioli fatti in casa con olio del Garda, ravanelli in agro e acqua di cipolla allo zafferano.
Sono tutti piatti rappresentativi di una cucina nella quale il prodotto territoriale rimane riconoscibile, ma viene inserito in costruzioni gustative più complesse. La stessa filosofia caratterizza i dessert, ambito nel quale l’esperienza di Sofia Omodeo Iuli come pastry chef assume un ruolo specifico. Il risultato è una cucina che tende a lavorare sulla leggerezza, sulle temperature e sulle consistenze, più che sulla quantità. Il menu cambia inoltre con la disponibilità stagionale, per cui le singole portate non vanno considerate una carta permanente. La carta dei vini conta quasi trecento etichette, con una selezione orientata soprattutto a produttori locali e biologici: non una lista costruita esclusivamente sui nomi più conosciuti, ma una scelta che accompagna l’impostazione gastronomica del ristorante.
Il bistrot Ca’ Stalla, per chi cerca semplicità
Per chi cerca una cucina meno impegnativa e più tradizionale, il bistrot Ca’ Stalla si trova nell’edificio che un tempo conteneva le stalle, ai piedi del castello e al margine del parco. Qui l’offerta è più informale, con caffetteria, piatti leggeri e specialità locali; nei fine settimana viene attivata anche la griglia all’aperto. Il bistrot completa così l’offerta gastronomica del castello senza sovrapporsi alla proposta elegante del ristorante del Palazzo Baronale.
Castel Pergine si presenta dunque come una struttura nella quale albergo e ristorazione sono parte integrante del patrimonio architettonico. Si può arrivare in automobile, ma l’accesso al castello passa da un ingresso ben stretto; all’interno è invece disponibile un ampio parcheggio. Il soggiorno richiede di accettare qualche rinuncia rispetto ai normali standard dell’hotellerie, ma permette di dormire in ambienti in cui si respira davvero la storia e di cenare con accostamenti che vale la pena conoscere.
Informazioni Castel Pergine www.castelpergine.it.
