Carne Salada del Trentino Igp: la produzione certificata

Il Masaf ha autorizzato CSQA come ente di controllo: i primi prodotti con marchio Igp attesi a breve sul mercato

La Carne Salada del Trentino Igp si avvicina agli scaffali con il marchio europeo. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha autorizzato CSQA Certificazioni a svolgere le attività di controllo e certificazione sul prodotto, entrato nel Registro europeo delle Indicazioni Geografiche nell’ottobre del 2025. L’autorizzazione apre la strada ai primi pezzi ufficialmente certificati Igp, attesi sul mercato nei prossimi mesi.

La carne salada è ottenuta da tagli bovini selezionati, sottoposti a salagione in salamoia con spezie ed erbe aromatiche. Il disciplinare ne definisce i caratteri organolettici principali — magrezza, profumo delicato, gusto equilibrato — e si applica a tutte le forme commercializzabili: intero, a tranci o affettato.

Il piano dei controlli copre tutta la filiera

Il nuovo sistema di verifica riguarda l’intera catena produttiva: produttori, porzionatori, confezionatori e preaffettatori. I controlli partono dalla trasformazione dei tagli bovini e arrivano fino al confezionamento del prodotto finito, qualunque sia il formato di vendita.

A gestire il sistema è CSQA, organismo con sede principale a Thiene (Vicenza) che certifica oggi 82 Indicazioni Geografiche in Italia. Per la Carne Salada del Trentino si tratta di una nuova voce in un portfolio che comprende alcune delle denominazioni più note del panorama agroalimentare nazionale.

Carne salada del Trentino Igp
Carne salada del Trentino Igp

Il Consorzio e l’apertura al mercato

Il soggetto promotore dell’Igp è il Consorzio Produttori Trentini di Salumi. Con il via libera alla certificazione, il Consorzio potrà avviare iniziative di comunicazione rivolte a consumatori, ristoratori e operatori commerciali, lavorando su etichettatura, promozione e contrasto alla contraffazione del prodotto autentico.

«Questo risultato — dichiara Loris Largher, presidente del Consorzio — premia un percorso lungo e condiviso, fondato su competenza, rigore e visione. Il valore dell’Indicazione Geografica non appartiene ai singoli, ma costituisce un patrimonio collettivo destinato a generare ricadute positive per l’intero territorio».

Dal lato dell’ente certificatore, Maria Chiara Ferrarese, direttrice generale e amministratrice delegata di CSQA, sottolinea l’impegno «a garantire un sistema di controlli rigoroso e trasparente lungo tutta la filiera, a tutela dell’autenticità del prodotto e dei consumatori».

Un tassello nel paniere trentino-altoatesino

La nuova Igp si inserisce in un sistema di denominazioni già consolidato. Il Trentino-Alto Adige conta 30 prodotti agroalimentari e vitivinicoli Dop e Igp, con un valore alla produzione che supera il miliardo di euro e oltre 20.000 operatori coinvolti, secondo i dati del Rapporto Ismea-Qualivita 2025.

La carne salada è un piatto radicato nella gastronomia trentina: si consuma tradizionalmente cruda o leggermente scottata, spesso abbinata a fagioli o rucola. Con il marchio Igp, il prodotto acquista uno strumento di tutela riconosciuto a livello europeo e una base normativa per affrontare i mercati fuori regione.

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