La distilleria scozzese apre un hotel dove mangiare, dormire e bere whisky. Un luogo unico su un’isola dove tutto sa di mare e peat
C’è un posto in Scozia dove il whisky non è solo da bere, ma da vivere. Si chiama Ardbeg House ed è il primo boutique hotel della distilleria Ardbeg, appena inaugurato a Port Ellen, sulla costa meridionale di Islay. L’idea è semplice: offrire un’esperienza completa agli appassionati di single malt, ma anche ai curiosi che vogliono scoprire cosa significa davvero immergersi nell’universo di uno dei whisky più affumicati della Scozia.
L’isola dei dieci whisky
Islay non è un’isola qualunque. Misura appena 40 per 24 chilometri, ma ospita dieci distillerie attive, e l’industria del whisky è il secondo datore di lavoro dell’isola dopo l’agricoltura. Nota come “la Regina delle Ebridi”, è famosa per i suoi single malt dal carattere fortemente torbato e affumicato, con note marine e iodiche che derivano dalla turba locale, ricca di alghe e muschio. La turba dell’isola, influenzata dalla posizione costiera, è diversa da quella della terraferma scozzese: contiene più alghe e meno legno, ed è questo che conferisce ai whisky di Islay il loro sapore distintivo.

Port Ellen, dove sorge l’Ardbeg House, è la città più grande di Islay dopo Bowmore. Fondata nel 1821 da Walter Frederick Campbell e intitolata a sua moglie Eleanor, è anche il principale punto d’arrivo via traghetto per chi visita l’isola. Poco a est del villaggio si trovano tre delle distillerie più iconiche della Scozia: Ardbeg, Laphroaig e Lagavulin.
Una fenice rinata due volte
Ardbeg ha una storia travagliata. Nata nel 1815, ha attraversato momenti di gloria e periodi bui. Nel 1981 la produzione si fermò, riprese in modo intermittente nel 1989 e si arrestò nuovamente nel 1996. Fu nel 1997 che Glenmorangie acquistò la distilleria e lo stock rimasto per 7 milioni di sterline, riportandola in vita. Da allora Ardbeg è diventata un malt di culto, con migliaia di estimatori che ogni anno si recano sull’isola in pellegrinaggio. Nel 2000 è nato l’Ardbeg Committee, una comunità globale di fan che oggi conta oltre 180.000 membri in più di 130 paesi, uniti dall’obiettivo di “non far chiudere mai più le porte della distilleria”.
Dodici stanze per dormire nel whisky
L’Ardbeg House occupa quello che un tempo era l’Islay Hotel, un edificio storico sul lungomare di Port Ellen. Il progetto di ristrutturazione è stato curato da Russell Sage Studio, che ha lavorato per intrecciare lo spirito dell’isola con un design contemporaneo. Le 12 camere e suite sono piene di dettagli artigianali e sorprese: dal rame riciclato proveniente da un vecchio alambicco ai misteriosi pulsanti “Press for Smoke” che rivelano bottiglie di whisky nascoste.
Ogni camera è tematizzata per riflettere un aspetto della storia di Islay: i nascondigli dei contrabbandieri, le creature mitiche che abitano le coste, le leggende celtiche. Nella hall, un grande arazzo raffigura una scena contemporanea dell’isola. L’intento è chiaro: far sentire l’ospite parte di un racconto che inizia secoli fa e continua ancora oggi.

Cucina, whisky e rituali
Il cuore dell’esperienza è il Signature Restaurant, dove piatti scozzesi e ingredienti locali si incontrano con l’impronta di Ardbeg. Le capesante arrivano dai pescatori dell’isola, alcune ricette sono arricchite con whisky esclusivi disponibili solo qui. Al centro della sala c’è il “tavolo principale”, accanto al camino, pensato per riunire gli ospiti in un’atmosfera conviviale. Ogni venerdì si può prenotare lo Shortie’s Table – così chiamato in onore della mascotte canina della distilleria – per un menu fisso abbinato a whisky, da condividere con gli altri ospiti.
Nel rinnovato Islay Bar, alle 18:15 (un omaggio all’anno di fondazione di Ardbeg, il 1815), tutti sono invitati a partecipare alla “whisky hour”: un brindisi collettivo con degustazione dell’Ardbeg Badger Juice, un whisky prodotto in piccoli lotti da una ricetta segreta, versato da una botte speciale e disponibile solo in quel momento, in quel luogo.
All’esterno, nel Cortile Untamed, ci sono smoker e grill artigianali per piatti alla brace che richiamano lo stesso spirito affumicato del whisky.
Whisky da bere, non da portare a casa
L’Ardbeg House offre anche tre espressioni esclusive, disponibili solo per chi soggiorna o visita l’hotel e la distilleria. L’Ardbeg House Reserve è un 21 anni invecchiato in botti di bourbon e sherry Oloroso, con sole 800 bottiglie numerate. L’Ardbeg Homecoming è un single malt invecchiato in botti di bourbon e rum di primo passaggio, dal carattere decisamente tropicale. E poi c’è il già citato Badger Juice, servito solo in bicchierini al bar, a 5 sterline per 25 ml.
Per gli ospiti dell’hotel c’è anche un tour giornaliero della distilleria, oltre alla possibilità di esplorare i paesaggi selvaggi di Islay, le sue spiagge e la fauna locale.
Un esperimento di ospitalità
«Islay è la patria di Ardbeg da oltre 200 anni», ha dichiarato Caspar MacRae, presidente e ceo di Ardbeg. «Siamo entusiasti di condividere questa nuova esperienza di ospitalità nel cuore di Port Ellen. Che i nostri ospiti siano già amanti del malto affumicato o neofiti, garantiamo che alla partenza saranno diventati fan eterni di Ardbeg e Islay».
Russell Sage, il designer che ha curato il progetto, ha aggiunto: «Un soggiorno all’Ardbeg House è davvero magico. È il tipo di posto che bisogna provare di persona, perché non c’è niente di simile al mondo».
L’Ardbeg House è aperta alle prenotazioni dall’autunno 2025. Non è solo un hotel, ma un tentativo di trasformare l’esperienza del whisky in qualcosa di più: un luogo dove dormire, mangiare e respirare l’essenza di Islay, dalla mattina alla sera.
