Allattamento al seno: in Italia solo 3 bambini su 10 a 4-5 mesi

Una nuova ricerca conferma i benefici per la salute, ma l’Italia è indietro rispetto alle raccomandazioni dell’OMS

L’allattamento al seno torna sotto i riflettori della ricerca scientifica con risultati che confermano quello che si sapeva già: fa bene. Una nuova revisione sistematica pubblicata sulla rivista Pediatrics ha analizzato 29 revisioni e 145 studi condotti dal 1940 al 2024, fornendo numeri precisi sui benefici per la salute dei bambini.

I dati sono chiari: l’allattamento al seno riduce il rischio di asma fino al 30%, quello di obesità tra il 15% e il 34% nei bambini dai 2 ai 12 anni, e la leucemia infantile fino al 23%. Non solo: protegge anche da otite media, infezioni gastrointestinali e mortalità infantile, compresa la morte improvvisa del lattante.

Allattamento al seno
Allattamento al seno

«I vantaggi crescono con la durata dell’allattamento», ha spiegato Guglielmo Salvatori, responsabile del Tavolo Tecnico Allattamento della Società Italiana di Pediatria. «Anche se non sappiamo con precisione quanti mesi servano per ottenere gli effetti protettivi, più si allatta e meglio è».

I numeri italiani non convincono

Nonostante le evidenze scientifiche, l’Italia fatica a seguire le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I dati del 2022 dell’Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro: solo il 30% dei bambini tra i 4 e i 5 mesi viene allattato esclusivamente al seno.

Le differenze regionali sono marcate. Si va dal 13,5% della Sicilia al 43,2% della Provincia autonoma di Trento e del Friuli-Venezia Giulia. Un divario che racconta molto delle diverse condizioni sociali ed economiche del paese.

«Troppo spesso le madri non ricevono il supporto necessario», ha osservato Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria. «Negli ospedali, nei consultori o nei luoghi di lavoro mancano le condizioni per rendere possibile l’allattamento».

Allattamento con biberon
Allattamento con biberon

Oltre la retorica, servono fatti

Il problema non è la mancanza di informazioni sui benefici dell’allattamento. Il punto è che molte madri si trovano sole di fronte a difficoltà pratiche: orari di lavoro incompatibili, spazi inadeguati, scarso sostegno familiare e sanitario.

La Società Italiana di Pediatria ha lanciato il progetto “Allattamento materno: promozione, tutela e sostegno grazie a una policy condivisa” per creare strategie coordinate a livello nazionale. Un approccio che punta su strumenti operativi concreti piuttosto che su campagne di sensibilizzazione.

La questione dell’allattamento al seno tocca anche il mondo del food. Molte aziende del settore alimentare infantile stanno investendo in ricerca e sviluppo per migliorare le formule, ma i dati scientifici continuano a confermare che il latte materno resta insostituibile per i primi mesi di vita.

La sfida per l’Italia è creare le condizioni perché più mamme possano allattare senza dover rinunciare al lavoro o affrontare difficoltà evitabili. I numeri dicono che c’è ancora molto da fare.

spot_img

Ultimi Articoli

Pesce non salato e ricco di omega-3 favorisce la longevità

Su 90.944 giapponesi seguiti per 20 anni, il pesce...

Obesità, i nuovi farmaci cambiano la cura ma servono regole

Dall'Obesity Day alle linee guida Oms per i ragazzi:...

Farmaci anti-obesità, l’occasione per cambiare abitudini

Secondo un nuovo studio, nelle prime settimane di cura...

Beat & Bite, a Catania 19 locali con defibrillatore

Ristoranti, pizzerie e bar diventano posti del cuore: defibrillatori...

Alimenti a fini medici speciali, disparità tra Regioni

Un convegno al Senato ha discusso le differenze regionali...