A Termeno il progetto dell’architetto Werner Tscholl amplia la cantina con due piani interrati, tre presse e più fotovoltaico
Cantina Tramin ha inaugurato di recente la nuova struttura produttiva della cantina cooperativa di Termeno, in provincia di Bolzano. Il progetto, firmato dall’architetto Werner Tscholl, consiste in un ampliamento per lo più interrato pensato per elevare gli standard produttivi e la qualità dei vini, dalla ricezione delle uve in vendemmia fino alla vinificazione. Per la cooperativa è l’investimento più rilevante dei suoi 128 anni di storia.
Vendemmia rapida e delicata
La gran parte del nuovo edificio si sviluppa su due piani interrati, costruiti su una superficie già impermeabilizzata per contenere l’impatto ambientale. Il progetto punta a una lavorazione delle uve rapida, flessibile e delicata, utile soprattutto quando il meteo impone la vendemmia simultanea di più parcelle.
L’impianto sfrutta la forza di gravità nel trasporto delle uve e include tre nuove presse, pensate per lavorare con precisione partite distinte anche di piccole dimensioni.

L’enologo e direttore tecnico di Cantina Tramin, Willi Stürz, sostiene che il riassetto dell’area produttiva avrà «un riflesso tangibile e positivo sulla qualità» dei vini dell’azienda. La nuova struttura, spiega, apre a lavorazioni separate delle uve e a vinificazioni in piccoli lotti: una soluzione in grado di esaltare l’uva delle singole parcelle e darle la possibilità di esprimersi al massimo delle potenzialità.
La firma di Werner Tscholl
Tscholl è già autore, nel 2010, della sede storica della cantina. Con il nuovo intervento porta a compimento un complesso che richiama nella forma e nei colori i filari di vite, in continuità con il paesaggio vitivinicolo circostante.
La facciata è in vetro profilato, declinato in diverse tonalità di verde, coerente con lo stile dell’edificio già esistente. Le aree sotterranee sono rivestite di terra e piantumate con viti, per integrare il volume della nuova struttura nel paesaggio.
Con il nuovo edificio è stato ampliato anche l’impianto fotovoltaico della cantina, che da solo copre ora due terzi del fabbisogno energetico complessivo.
