Il blended malt di Birra Forst e Distillerie Roner matura in botti di ciliegio, rovere e larice: oro ai World Whiskies Awards 2026
Un whisky prodotto in Alto Adige con malti affumicati, invecchiato in botti costruite con tre essenze diverse, ha appena vinto la medaglia d’oro ai World Whiskies Awards 2026 come miglior blended malt italiano dell’anno. Si chiama TER Lignum, lo firmano Birra Forst e Distillerie Roner, e dimostra come il whisky italiano negli ultimi anni ha smesso di essere una curiosità.
Il riconoscimento è arrivato da Whisky Magazine, la realtà che organizza i World Whiskies Awards, competizione internazionale a degustazione cieca, con giuria di esperti, che valuta sia la qualità sensoriale sia il packaging e la comunicazione del marchio. TER Lignum ha vinto anche come Category Winner nella sezione «Blended Malt under 12 Years Italy». Poco tempo prima, a Vienna, aveva già ottenuto l’oro al World-Spirits Award 2026, concorso che giudica profumo, gusto, purezza e armonia su cinque criteri distinti.

Tre legni, una sola botte
Il nome viene dal latino: ter lignum significa «tre legni». Non è una metafora: il fondo della botte è in legno di ciliegio, le doghe in rovere, il coperchio in larice. Ogni essenza interagisce con il distillato in modo diverso.
Il ciliegio cede una leggera colorazione rossastra e note fruttate di prugna. Il rovere apporta gli aromi strutturati che ci si aspetta da un whisky classico. Il larice chiude con sfumature di cioccolato fondente e un accenno di menta nel finale. Il risultato è un profilo aromatico che Birra Forst descrive come «fluido», con una torbatura delicata a fare da filo conduttore.
La scelta del larice non è casuale in un contesto altoatesino: è l’albero che caratterizza i boschi delle Alpi orientali, e il suo legno viene usato da secoli nell’edilizia e nell’artigianato locale. Inserirlo in una botte da whisky è una scelta che racconta il territorio prima ancora che il distillato.
Due aziende, una storia lunga
Birra Forst è attiva a Merano dal 1857. Distillerie Roner opera a Termeno sulla Strada del Vino, specializzata in grappa e acquaviti di frutta, con decenni di esperienza nella distillazione di materie prime alpine. La collaborazione tra le due realtà ha prodotto TER Lignum come progetto comune: Forst porta la tradizione maltata e la capacità produttiva, Roner l’esperienza nella distillazione e nella selezione delle botti.
«Il ciliegio dona una sensualità fruttata, la quercia conferisce struttura e stabilità, mentre il larice ne esalta lo spirito innovativo» — afferma Cellina von Mannstein di Birra Forst, sottolineando come la combinazione dei tre legni sia anche alla base del design della bottiglia, che riproduce graficamente le tre essenze. Karin Roner, amministratrice delegata di Distillerie Roner, collega i premi al «terroir dell’Alto Adige» e alla «competenza artigianale» come fattori determinanti.
Il whisky italiano esiste, e vince
TER Lignum non nasce in un vuoto: negli ultimi dieci anni diverse distillerie italiane — prevalentemente in Trentino-Alto Adige, Piemonte e Sicilia — hanno avviato produzioni di whisky, puntando su materie prime locali, legni non convenzionali e stili differenti da quelli scozzesi o irlandesi. Nessuno di questi prodotti ha ancora la storia di un single malt degli Highlands, ma qualcuno ha già la qualità per competere sui mercati internazionali.
I premi ottenuti da TER Lignum nel 2025 e nel 2026 — Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles, The WineHunter Award Platinum, World-Spirits Award e World Whiskies Awards — indicano che la giuria internazionale ha riconosciuto in questo prodotto qualcosa di più di una curiosità geografica.
TER Lignum è disponibile in Italia nei canali specializzati. Il grado alcolico è 43% vol.
