Il 2° Rapporto di Fondazione Qualivita: 292 eventi censiti e 60 prime edizioni nel sistema delle Indicazioni Geografiche italiane
Nel 2025 le attività di turismo enogastronomico legate ai prodotti Dop e Igp in Italia sono state 667: 73 in più rispetto al 2024, per un incremento del 12% in dodici mesi. Lo rileva il 2° Rapporto Turismo Dop pubblicato a marzo 2026 da Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del Ministero dell’Agricoltura. Tra le attività censite, 60 sono “prime edizioni” — iniziative avviate per la prima volta nel 2025 — distribuite su tutto il territorio nazionale.
Il rapporto — seconda edizione di uno strumento avviato nel 2024 — copre quattro aree tematiche: attività, normativa, studi e dati. È consultabile anche attraverso il portale turismodop.it e costituisce la principale banca dati italiana sul turismo enogastronomico legato ai prodotti Dop e Igp.
Gli eventi trainano la crescita
La categoria che cresce di più è quella degli eventi: 292 nel 2025, con un incremento del 26% rispetto all’anno precedente. Al suo interno, le sagre e feste sono 147 (+31 sul 2024), le degustazioni 97 (+19), i festival culturali 39 (+5) e gli eventi sportivi 18 (+3). Complessivamente, 186 Consorzi di tutela sono stati coinvolti nelle iniziative mappate, con 41 prime edizioni tra i soli eventi.
Le degustazioni mostrano uno spostamento significativo: due terzi riguardano il settore vino, dove la pratica è già consolidata, ma la quota relativa ai prodotti cibo Dop e Igp è in crescita. Gli eventi sportivi — trekking, percorsi ciclistici, camminate nei territori di denominazione — restano una quota minore ma in espansione, orientata a un pubblico che cerca il rapporto diretto con i fattori naturali di produzione.

Infrastrutture e patrimoni: il sistema permanente
Accanto agli eventi, il rapporto censisce 197 infrastrutture permanenti di turismo Dop. Le strade e gli itinerari enogastronomici, normate a livello regionale, sono la voce principale con 108 percorsi. Seguono gli spazi didattici (39) creati dai Consorzi di tutela, i musei (27) e i patrimoni culturali (23) direttamente collegati alle filiere Dop e Igp.
Sul fronte della valorizzazione, l’Osservatorio ha mappato 20 siti o pratiche con riconoscimento Unesco, 115 riconoscimenti istituzionali — tra cui 30 Paesaggi Rurali di Interesse Storico — e un numero ancora limitato di certificazioni volontarie di sostenibilità applicate all’offerta turistica.
Le attività di informazione e formazione rimangono il comparto meno sviluppato: 44 iniziative in totale nel 2025, di cui 12 pubblicazioni, 13 azioni di comunicazione e promozione, 10 percorsi formativi e 9 convegni. Il rapporto lo indica come il comparto con il maggiore potenziale inespresso.
La distribuzione geografica
Tutte le 20 regioni italiane registrano attività di turismo Dop, ma la distribuzione non è omogenea. Solo la metà supera la soglia delle 20 iniziative. La classifica regionale, costruita su un indice sintetico che integra oltre 20 indicatori, vede ai primi posti Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, ciascuna con più di 60 attività censite. Per 16 regioni su 20, il numero di iniziative è cresciuto rispetto al 2024.
Rispetto ai comparti, le attività legate al vino (390) superano di poco quelle del cibo (362), mentre le bevande spiritose restano marginali con nove iniziative complessive.
Chi sono i turisti DOP
Il rapporto include i risultati di una prima indagine pilota condotta nella seconda metà del 2025, con 207 interviste raccolte durante tre iniziative: il Festival del Prosciutto di Parma a Langhirano, le Acetaie Aperte in provincia di Modena e il Moonlight Lessinia del Consorzio Monte Veronese Dop nel Parco Naturale della Lessinia.
Il campione è equilibrato per genere (45% uomini, 55% donne). Il 34% ha meno di 35 anni, il 56% è nella fascia 36-65 anni, l’11% ha più di 65. La provenienza è per il 77% locale, ma il 23% arriva da fuori provincia — il 14% da un’altra regione — a indicare una capacità attrattiva che va oltre il bacino di prossimità.
La motivazione principale dichiarata è la degustazione (63%), seguita dalla scoperta del territorio (48%), dalle attività di intrattenimento (46%) e dalla visita diretta in azienda (41%).
Il 76% degli intervistati associa al Consorzio di tutela la garanzia di originalità del prodotto. Il 45% riconosce al Consorzio la capacità di coinvolgere i produttori locali, il 43% ne vede il ruolo come garante dell’autenticità dell’esperienza. Solo il 29% lo percepisce come soggetto attivo nell’offerta di informazioni educative: un margine di sviluppo che il rapporto indica come priorità per il futuro.
Il quadro normativo e il riconoscimento culturale
Il punto di partenza dell’intero sistema è il Regolamento (Ue) 2024/1143, che ha assegnato ai Consorzi di tutela il compito ufficiale di sviluppare servizi turistici nella zona geografica di pertinenza. È in questo quadro che il 1° Rapporto, presentato a Roma nel giugno 2025, ha avviato il dibattito pubblico sul tema.
I dati sulla presenza mediatica lo confermano: fino al 2022 il termine “Turismo Dop” era assente dai media italiani. Tra il 2022 e il 2024 le occorrenze erano meno di 100 l’anno. Nel solo 2025 sono state quasi 700, tra stampa cartacea e testate online. Nel 46% dei casi si tratta di media nazionali o di settore; nel restante 54% di testate regionali e locali.
A fine 2025, l’Istituto Treccani ha inserito la voce “Turismo Dop” tra i neologismi dell’anno, definendola come forma di turismo enogastronomico centrata sulle esperienze legate ai prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica. L’inserimento è avvenuto in contrapposizione esplicita al termine “Keybox” — indicatore della turistificazione dei centri urbani — come rappresentazione di due modelli opposti di relazione tra visitatori e territorio.
Sul piano europeo, al VII Forum sulla Qualità Alimentare svoltosi a Siena nel dicembre 2025 è stato presentato il Libro Verde sul futuro delle Indicazioni Geografiche, che individua il Turismo Dop tra le otto priorità strategiche. Le istanze del settore, sostenute dai tre ministri dell’Agricoltura di Italia, Francia e Spagna, sono state portate all’attenzione del Commissario europeo Christophe Hansen in vista dell’Action Plan europeo previsto a partire dal 2027.
Nel 2025 sono stati quasi 500 gli enti e le associazioni locali coinvolti in attività di Turismo Dop insieme ai 367 Consorzi di tutela attivi nel sistema.
