A Sondrio dal 12 al 14 settembre banchi d’assaggio, tour in e-bike e anteprime del Nebbiolo delle Alpi sui terrazzamenti alpini
Il Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina porta in scena dal 12 al 14 settembre 2026 la seconda edizione di ViVa, Vini Valtellina, evento diffuso che si svolge a Sondrio e nei dintorni con degustazioni, visite in cantina e anteprime delle nuove annate. Dopo l’esordio del 2025, l’appuntamento si stabilizza nel calendario enologico autunnale, con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina e di Fondazione Provinea.
Il format rimane quello dell’evento diffuso: non una fiera in un padiglione, ma una serie di attività distribuite sul territorio. Banchi d’assaggio, passeggiate tra i terrazzamenti, tour in e-bike e incontri tematici accompagnano il pubblico — appassionati, winelovers e operatori — lungo la stessa geografia che produce il vino.

Il programma: anteprime e approfondimenti tecnici
Le giornate del 12 e 13 settembre sono aperte al pubblico generale, con accesso alle cantine e alle sessioni di degustazione. Il 14 settembre è riservato agli operatori del settore — ristoratori, sommelier, buyer, distributori — e alla stampa specializzata, con ingresso gratuito.
L’edizione 2026 dedica spazio anche ai temi produttivi: sono previsti approfondimenti su innovazione agronomica e pratiche sostenibili nella viticoltura di montagna, in un contesto in cui il lavoro sui terrazzamenti alpini — sostenuti da oltre 2.500 km di muretti a secco — impone soluzioni diverse rispetto alle pianure vinicole. Il vitigno protagonista è il Nebbiolo (localmente detto Chiavennasca), che in Valtellina esprime le denominazioni Valtellina Superiore Docg, Sforzato di Valtellina Docg e Rosso di Valtellina Doc.

Sondrio come «città del vino»
L’evento si affianca a una strategia più ampia del Consorzio — fondato nel 1976 — volta a consolidare il capoluogo valtellinese come destinazione enogastronomica. Sondrio non è storicamente associata al turismo del vino quanto altre città italiane: ViVa vuole colmare questo divario portando visitatori direttamente sui vigneti e nelle cantine dei produttori locali.
