Olio Capitale 2026: un trionfo per l’extravergine

La 18ª edizione a Trieste celebra l’olio extravergine di qualità con 233 espositori e 15mila visitatori da tutto il mondo

Ha confermato le attese Olio Capitale, la manifestazione fieristica triestina dedicata all’olio extravergine d’oliva, giunta quest’anno alla diciottesima edizione e tenutasi al Generali Convention Center di Trieste. Il salone dell’extravergine tipico e di qualità, promosso da Aries della Camera di Commercio Venezia Giulia con il patrocinio del Comune, dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio e di Io Sono Friuli Venezia Giulia, si è confermato punto di riferimento e di incontro per gli operatori del settore e per il grande pubblico: 233 espositori da 14 regioni italiane e dalla Croazia, buyer provenienti da 13 Paesi e 15mila visitatori, in crescita rispetto alle edizioni precedenti.

«Negli anni, questo evento ha contribuito in maniera determinante a far conoscere l’extravergine di qualità e le sue caratteristiche benefiche sulla salute», ha dichiarato a margine della tre-giorni triestina il vicepresidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Massimiliano Ciarrocchi. L’unico salone internazionale degli oli extravergini tipici e di qualità ha superato con successo il traguardo della maggiore età con un programma ricco di proposte, curiosità e importanti novità.

Olio Capitale
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Vincente, in particolare, la scelta di puntare sui giovani: le nuove generazioni di imprenditori hanno animato con entusiasmo numerosi stand, portando linfa fresca accanto agli operatori storici, da anni volti noti al pubblico locale e della regione.

«Orgogliosi di rinnovare la nostra partnership con gli organizzatori di questa straordinaria manifestazione», ha sottolineato Michele Sonnessa, presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. «Siamo stati presenti a Trieste con 99 tra enti, aziende, sindaci e amministratori, per raccontare eventi, iniziative e il lavoro che, da nord a sud, le nostre città mettono in campo per valorizzare l’extravergine di qualità e il patrimonio paesaggistico e ambientale rappresentato dai nostri ulivi».

Tra le regioni protagoniste si sono distinte in particolare le due isole maggiori. Sicilia e Sardegna hanno presentato presenze coordinate da istituzioni locali, che hanno permesso anche a produttori giovani e di piccole dimensioni di figurare con un proprio stand all’interno degli spazi regionali.

Sardegna: radici e innovazione

A Gonnosfanadiga, nel Medio Campidano, l’Azienda Agricola Marras coniuga la sapienza delle radici familiari con tecnologie estrattive d’avanguardia. Il prodotto simbolo, l’olio Ghenos, è un blend di Bosana, Nera di Gonnas, Nera di Villacidro e Semidana che esprime l’essenza della Sardegna: un extravergine di carattere, con una punta di amaro e di speziato che riflettono la purezza del paesaggio circostante.

Nel cuore dell’Ogliastra, a Ilbono, l’Oleificio Paolo Demuru interpreta invece la tradizione olivicola sarda sfruttando un microclima favorevole alla maturazione ottimale delle olive. L’azienda valorizza la monocultivar autoctona Ogliastrina, affiancata da blend a base di Bosana e Semidana. Tra le quattro etichette in produzione figurano un biologico certificato e un DOP Sardegna che si distingue per l’equilibrio tra note amare e piccanti.

Olio Capitale
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Sicilia: tradizione, territorio e qualità certificata

Nel siracusano, a Canicattini Bagni, il Frantoio Mozzicato è attivo dal 1952 e rappresenta un baluardo della tradizione olearia siciliana, capace di rinnovarsi attraverso le generazioni. L’azienda estrae oli di grande complessità dalle varietà Zaituna, Tonda Iblea e Nocellara del Belice, puntando sulla raccolta precoce per preservarne i polifenoli. Il risultato sono tre biologici con etichette Divitiae, Zaitun e Primo Frutto, l’IGP Sicilia Don Pippinu e una serie di condimenti agrumati che evocano i profumi dell’entroterra ibleo.

Sempre nella provincia di Siracusa, nel cuore dei Monti Iblei, a Palazzolo Acreide, il Frantoio Mandredonne esprime la visione della famiglia Calleri, che dal 1984 coltiva con passione le terre dell’omonima contrada su 50 ettari di uliveti superintensivi. Giunta alla terza generazione, l’azienda lavora principalmente la Nocellara Etnea, cuore identitario della produzione. Quattro le linee: Cibele, Minerva, Inedito e 54-24, quest’ultima con un’etichetta originale che la contraddistingue – un IGP dall’equilibrio fresco, con note vegetali che ricordano l’erba appena tagliata.

Nella zona più meridionale dell’isola, tra colline soleggiate e paesaggi modellati dal tempo, l’Azienda Rollo di Ragusa – oggi guidata da Giorgio Rollo – si estende su 21 ettari con oltre 2.500 piante e una produzione media annua di circa 100 ettolitri. La cultivar prevalente è la Tonda Iblea, autentica espressione del territorio, coltivata con la tradizionale potatura ad ombrello che favorisce l’arieggiamento e la corretta esposizione alla luce.

Ai piedi dell’Etna, a 950 metri di altitudine, a Santa Maria di Licodia in provincia di Catania, Sikulus rappresenta l’avanguardia dell’olivicoltura vulcanica. L’azienda, alla quarta generazione, si concentra sulla Nocellara Etnea per un extravergine elegante, caratterizzato da note fruttate di mandorla e da un’armonia gustativa che solo un terreno lavico sa conferire. Accanto all’olio, un blend al 50% con Tonda Iblea e – curiosità che non è passata inosservata allo stand – delle originali colombe al pistacchio, andate letteralmente a ruba.

Nella Sicilia occidentale, a Valderice nel trapanese, l’Oleificio Todaro opera dal 1964 in un anfiteatro naturale affacciato sul Mediterraneo. Oltre all’extravergine – proposto anche in eleganti bottiglie e anfore di ceramica ericina – l’azienda produce vino biologico DOP Valli Trapanesi e una linea di cosmetici a base d’olio, tra cui crema per mani, viso e latte-corpo idratante, frutto di processi strutturati e certificati.

In arrivo: O-liver, il bollino della salute

A chiusura della manifestazione è arrivata un’anticipazione di rilievo: il Concorso internazionale Olio Capitale 2027 sarà il primo a includere la sezione speciale O-liver. In base a requisiti specifici, i produttori potranno ottenere un apposito bollino rilasciato dalla Fondazione Italiana Fegato, che attesterà le proprietà benefiche per la salute del fegato dell’olio extravergine candidato. Un riconoscimento che guarda al futuro, coniugando qualità organolettica e valore nutrizionale.

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