Da Acireale ad Avola, la storica bibita siciliana accompagna le sfilate più spettacolari dell’isola con colori e maschere
Quando il Carnevale accende le piazze siciliane, tra carri allegorici alti come palazzi e costumi che sembrano usciti da un atelier parigino, c’è un dettaglio che unisce tutte queste feste: il suono inconfondibile di una bottiglia che si stappa, il gesto semplice di un brindisi condiviso. Quest’anno Tomarchio, storica fabbrica di bibite dell’isola, è presente in quattro Carnevali della Sicilia, da Acireale a Misterbianco, da Sciacca ad Avola. Non solo sponsor, ma compagno di festa.
Acireale e i giganti di cartapesta
Ad Acireale, il Carnevale è una questione seria. Qui i carri allegorici sono opere d’arte che richiedono mesi di lavoro: sculture monumentali in cartapesta che raccontano l’attualità con ironia graffiante e colori accesi. Il centro storico si trasforma in una passerella a cielo aperto dove sfilano politici caricaturali, mostri fantastici e personaggi pop.
Misterbianco, regno della sartoria
Dal 1981 Misterbianco celebra i “Costumi più belli di Sicilia”, un evento che mette al centro l’artigianato e la creatività delle associazioni locali. Qui non si scherza con piume, paillettes e tessuti pregiati. Ogni gruppo mascherato sfila con scenografie elaborate, frutto di mesi di cucitura e progettazione. Le vie del centro si riempiono di principesse barocche, guerrieri fantasy e personaggi esotici.

Sciacca, dove la satira è di casa
A Sciacca il Carnevale è teatro popolare. I carri allegorici dialogano con copioni satirici, musiche originali e coreografie che coinvolgono tutta la città. Qui la piazza diventa palcoscenico e platea allo stesso tempo: tutti partecipano, tutti commentano, tutti ridono. È un Carnevale che non si limita a guardare, ma che coinvolge e provoca.
Avola e il rito del Re Carnevale
Ad Avola la tradizione è un rito sentito. La figura del Re Carnevale domina le sfilate, circondata da gruppi mascherati che rappresentano storie e leggende locali. È un Carnevale fatto di simboli, di gesti tramandati, di comunità che si ritrova ogni anno per celebrare insieme.
Un brindisi che sa di casa
Cosa lega Acireale, Misterbianco, Sciacca e Avola? Non solo i coriandoli. Queste quattro città rappresentano anime diverse del Carnevale siciliano: l’arte monumentale, la sartoria creativa, la satira sociale, il rito popolare. Tomarchio sceglie di esserci non come semplice presenza commerciale, ma come elemento della festa stessa, quel dettaglio familiare che ricorda il gusto di casa anche in mezzo alla folla.
Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Sibat Tomarchio, lo spiega senza troppi giri di parole: «Il Carnevale è un tempo sospeso in cui le città cambiano voce, si accendono, si riconoscono. E una bibita storica, iconica, conosciuta e apprezzata da sempre in Sicilia e nel mondo, può diventare un piccolo simbolo di quell’energia positiva collettiva. Quando un marchio siciliano sceglie di essere accanto a quattro città in festa, sceglie di brindare a ciò che tiene insieme un territorio: le sue tradizioni, la sua bellezza, la sua voglia di stare in piazza».
La Sicilia che si racconta
Il Carnevale è uno dei momenti in cui la Sicilia si racconta meglio. Tra maschere grottesche, costumi sontuosi e balli di gruppo, emerge un’identità forte e colorata. Quest’anno, chi attraverserà le vie di Acireale, Misterbianco, Sciacca o Avola durante i giorni di festa, troverà Tomarchio ad accompagnare ogni momento: dalle degustazioni ai maxischermi, dai photobooth ai materiali ufficiali. Un modo per dire che il Carnevale, in Sicilia, si vive insieme.
