Vinifera esce da Trento: vigne, cantine e 100 produttori

L’evento alpino del vino si trasforma e diventa itinerante tra i vigneti della Piana Rotaliana il 21 e 22 marzo 2026

Camminare tra i filari invece di girare tra gli stand. Assaggiare un bicchiere di Teroldego guardando le Dolomiti, non le pareti di un centro congressi. Quest’anno Vinifera cambia pelle, lascia Trento e si sposta dove il vino nasce davvero: tra le vigne di Mezzocorona.

Il 21 e 22 marzo, l’evento dedicato ai vini e alle produzioni artigianali dell’arco alpino diventa “FuoriVinifera” e abbandona il formato fieristico classico. Il risultato? Un percorso a piedi tra tre location diverse, tutte immerse nella Piana Rotaliana Konigsberg, quella striscia di terra tra le montagne dove si coltiva il Teroldego.

Tre location, un unico percorso

La base dell’evento sarà la Cantina A. Martinelli 1860, dove più di 70 produttori dall’arco alpino allestiranno i banchi d’assaggio. Spazi storici, vigneti attorno, montagne che fanno da cornice. Da lì si camminerà verso il centro di Mezzocorona, all’ex caserma dei vigili del fuoco di fronte alla Chiesa di Santa Maria Assunta. Qui si troveranno i produttori locali della Piana Rotaliana e l’associazione Teroldego Evolution, che puntano tutto sul vitigno autoctono del territorio.

Ultima tappa, il seicentesco Palazzo Martini. Nella corte interna ci sarà “Convinti”, gruppo di 21 viticoltori sudtirolesi che lavorano in biologico e biodinamico.

Piana Rotaliana
Piana Rotaliana

Oltre 100 produttori alpini

In totale partecipano più di 100 produttori dalle regioni alpine e transalpine. Oltre al vino, ci saranno formaggi, salumi, miele, birre artigianali e altri prodotti di montagna. Tutti disponibili per l’assaggio e l’acquisto diretto.

Il programma prevederà anche masterclass di approfondimento, proposte food, musica dal vivo, artigianato e mostre fotografiche. Tornerà anche il “salottino” curato da Baba Associazione Culturale, spazio di incontro e chiacchiere.

Perché questo cambio?

«Per parlare di vino in modo autentico, ci siamo fatti ospitare dai luoghi dove nasce», spiega Stefano Cimadom dell’Associazione Centrifuga, che organizza l’evento da sette edizioni. L’idea è semplice: se vuoi capire cosa c’è in un bicchiere, devi vedere il posto da cui arriva. Camminare tra i vigneti, sentire l’aria di montagna, toccare la terra.

Un approccio diverso dalle fiere tradizionali, che punta sull’esperienza diretta più che sulla vetrina commerciale. Una scommessa, come la definisce Cimadom, ma coerente con lo spirito che ha fatto crescere Vinifera negli anni.

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