Next-Gen Food: le startup italiane che cambiano il cibo

Cariplo Factory lancia un nuovo report per mappare l’innovazione alimentare: candidature aperte fino a febbraio 2026

Mentre negli Stati Uniti e nel Nord Europa gli investimenti nel food-tech macinano miliardi e le startup dell’alimentazione attirano venture capital come calamite, l’Italia resta a guardare. O almeno così sembra. Perché se è vero che il nostro Paese investe ancora troppo poco nell’innovazione della filiera alimentare, è altrettanto vero che qualcosa si muove. E “Next-Gen Food”, il nuovo report lanciato da Cariplo Factory, potrebbe essere il segnale che stavamo aspettando.

Un’occasione per farsi vedere

Dall’11 novembre 2025 al 10 febbraio 2026, startup e PMI innovative italiane possono candidarsi per entrare nel quinto report dell’hub milanese dedicato all’ecosistema dell’innovazione. Il focus, questa volta, è tutto sul cibo: dalla produzione alla distribuzione, dalla conservazione al riutilizzo. L’obiettivo? Dare visibilità a chi sta provando a ridisegnare l’intero ecosistema alimentare con soluzioni concrete e sostenibili.

Il progetto ha già ottenuto il patrocinio della Commissione Europea e il supporto di partner come AIFI, Bocconi4Innovation, InnovUp, LifeGate Way e altri attori del settore. Il report finale verrà pubblicato nell’estate del 2026.

Perché l’Italia è in ritardo

I numeri parlano chiaro: nel panorama globale del food-tech, l’Italia non brilla. Gli investimenti in innovazione alimentare restano marginali rispetto ad altri Paesi europei, nonostante il nostro settore agroalimentare valga oltre 60 miliardi di euro solo per l’export. Il paradosso è evidente: siamo leader mondiali nel food tradizionale, ma arranchiamo nell’innovazione.

Food Tech per il cibo del futuro
Food Tech per il cibo del futuro

Le cause? Cultura imprenditoriale conservatrice, scarsa propensione al rischio da parte degli investitori, complessità burocratiche. E forse anche una certa diffidenza verso le “nuove frontiere” del cibo, dai novel food agli alimenti stampati in 3D, dalla blockchain per la tracciabilità all’intelligenza artificiale applicata alla nutrizione.

Il contesto globale non aspetta

Intanto, il mondo corre. Secondo il report “The State of Food Security and Nutrition in the World 2025”, 673 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2024. Altri 2,3 miliardi hanno vissuto insicurezza alimentare moderata o grave. La filiera alimentare globale è sotto pressione: eventi climatici estremi, conflitti, squilibri economici mettono a rischio l’accesso a cibo sano e sostenibile.

Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, l’urgenza di trovare soluzioni alternative diventa sempre più concreta. Non è più tempo di proclami: servono risposte pratiche. Dalla riduzione degli sprechi all’uso efficiente dell’energia, dalle colture resilienti al clima alle tecnologie per personalizzare le diete.

Chi può partecipare

Possono candidarsi tutte le startup e PMI innovative italiane che operano nella filiera alimentare e che abbiano raggiunto un TRL (Technology Readiness Level) pari o superiore a 5. In pratica, aziende che hanno già validato la propria tecnologia in un ambiente rilevante e che sono pronte a portarla sul mercato.

Il questionario, elaborato dagli esperti di economia circolare e sostenibilità di Cariplo Factory, è disponibile sul sito cariplofactory.it. Le risposte raccolte verranno analizzate tra febbraio e aprile 2026, per poi confluire nel documento finale.

Più di un semplice censimento

“Next-Gen Food” non è il primo progetto di questo tipo per Cariplo Factory. Dal 2020, l’hub milanese ha già pubblicato quattro report dedicati all’ecosistema startup italiano: da “Startup vs Covid 19” a “Reach The Goals”, passando per “Pow(h)er Generation” sulle donne imprenditrici e “Sustainability Waves” sulle startup ESG.

Riccardo Porro, chief operations officer di Cariplo Factory
Riccardo Porro, chief operations officer di Cariplo Factory

L’approccio è sempre lo stesso: mappare, raccontare, dare visibilità. Ma soprattutto creare connessioni tra chi innova e chi potrebbe adottare queste innovazioni su larga scala: corporate, istituzioni, organizzazioni locali.

Come spiega Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory: «Il futuro del cibo non sta solo in quello che mangiamo, ma anche come, dove, con quali risorse, con che impatto ambientale e con che trasparenza produciamo e consumiamo i nostri alimenti».

Segnali di cambiamento

Forse è presto per parlare di svolta. Ma qualcosa si muove. Le dark kitchen proliferano, il food delivery ha ridefinito le abitudini di consumo, startup italiane lavorano su packaging compostabili, agricoltura verticale, proteine alternative. Piccole realtà che spesso faticano a farsi notare, schiacciate tra la narrazione del “made in Italy tradizionale” e la mancanza di investitori disposti a scommettere su di loro.

“Next-Gen Food” potrebbe essere un’occasione per cambiare prospettiva. Per dimostrare che innovazione e tradizione non sono nemiche, ma possono coesistere. E che l’Italia, se vuole mantenere la sua leadership nel settore alimentare, non può permettersi di restare ferma mentre il resto del mondo corre.

Le candidature sono aperte. Ora tocca alle startup dimostrare che il futuro del cibo italiano può essere diverso da come lo immaginiamo.

spot_img

Ultimi Articoli

Il nuovo frigorifero Miele aiuta a sprecare meno cibo

Telecamere interne, umidità controllata e filtro antiodori: i due...

A Mantova le Regioni europee chiedono più peso per Dop e Igp

La Dichiarazione di Mantova porta a Bruxelles sei priorità...

Carne bovina, l’Italia ne produce meno della metà

Confagricoltura e Uniceb firmano un protocollo d'intesa per rilanciare...

Fruit Attraction 2026: l’ortofrutta tra costi e clima

Alla fiera di Madrid il settore dell’ortofrutta europeo ha...