Il Metapontino conquista Bruxelles: la fragola lucana entra nel registro delle eccellenze agroalimentari europee
Il 5 novembre 2025 la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha pubblicato il regolamento che certifica l’ingresso della Fragola della Basilicata nel registro delle Indicazioni Geografiche Protette. Un traguardo che arriva dopo anni di lavoro e che porta l’Italia a quota 896 denominazioni registrate, confermando il primato europeo nel settore delle produzioni tutelate.
Un territorio vocato
La zona di produzione comprende nove comuni della provincia di Matera: Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Tursi. Il Metapontino, cuore di questa produzione, viene spesso definito la “California d’Italia” per le condizioni climatiche che lo rendono ideale per la fragolicoltura.

«Il clima mite, la buona esposizione solare e i terreni fertili del Metapontino rendono quest’area particolarmente predisposta a una coltivazione di eccellenza», ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
I numeri della filiera
Il comparto fragolicolo lucano conta circa 1.200 ettari coltivati, con un valore produttivo di 150 milioni di euro. Vengono lavorate 500mila quintali di fragole all’anno e la filiera occupa oltre 10mila addetti. Per la Basilicata si tratta della 14ª denominazione nel comparto food, che secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2024 vale complessivamente 18 milioni di euro.
Le caratteristiche del prodotto
La Fragola della Basilicata IGP, sono state riconosciute 29 varietà, si distingue per il colore rosso intenso e brillante, il sapore naturalmente dolce e fruttato e una consistenza che ne garantisce la tenuta. Caratteristiche dovute all’interazione tra fattori pedologici, climatici e l’esperienza pluriennale degli agricoltori locali.
«Si tratta di un traguardo storico per l’agricoltura lucana e di un riconoscimento che premia anni di lavoro, di passione e di collaborazione tra tutti gli attori della filiera», ha commentato l’assessore regionale alle Politiche agricole Carmine Cicala.

L’iter di riconoscimento
Il risultato è frutto della collaborazione tra il Dipartimento Politiche Agricole della Regione Basilicata, il Ministero dell’Agricoltura e il Comitato promotore IGP Fragola della Basilicata. Dopo la presentazione della domanda di registrazione da parte dell’Italia, non è stata presentata alcuna dichiarazione di opposizione nei termini previsti, permettendo così l’approvazione definitiva.
Prospettive
Il presidente della Regione Vito Bardi ha sottolineato come l’IGP offra «la possibilità di difendere questa eccellenza dalle contraffazioni e di rafforzare la sua posizione sui mercati nazionali e internazionali». Il comparto delle indicazioni geografiche italiane vale oltre 20 miliardi di euro alla produzione e genera più di 11 miliardi di export.
