Due ricercatori italiani sviluppano Chardonnay resistente a oidio e peronospora con editing genetico CRISPR/Cas9
Loredana Moffa e Ivan Bevilacqua, ricercatori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), hanno ricevuto il Premio SIGA 2025 “Carlo Jucci” per le biotecnologie delle piante coltivate. Il riconoscimento è stato assegnato durante il LXVIII Congresso annuale della Società Italiana di Genetica Agraria per il loro studio sulla resistenza delle viti alle malattie fungine.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica The Plant Journal, dimostra come sia possibile ottenere piante di Chardonnay più resistenti a oidio (Erysiphe necator) e peronospora (Plasmopara viticola) attraverso la tecnologia di editing genetico CRISPR/Cas9. Lo studio è stato condotto in collaborazione con il CNR e le Università di Torino e Padova.

La tecnica di editing genetico
I ricercatori hanno utilizzato CRISPR/Cas9 per “silenziare” tre geni specifici nella varietà Chardonnay. Due geni, MLO6 e MLO7, sono responsabili della vulnerabilità all’oidio, mentre il gene NPR3 frena la risposta immunitaria della pianta contro i patogeni.
Le piante modificate con i geni MLO6/MLO7 disattivati hanno mostrato una resistenza quasi totale all’oidio. Quelle con il gene NPR3 disattivato si sono dimostrate più robuste sia contro l’oidio che contro la peronospora, risultato considerato eccezionale dato che la peronospora è particolarmente difficile da combattere.
Risultati senza effetti collaterali
Lo studio non ha rilevato effetti negativi sul profilo fisiologico delle piante: nessuna deformazione, impatto sulla fotosintesi o sulla crescita. Le viti modificate hanno attivato meccanismi di difesa naturali, come l’ispessimento delle foglie per una maggiore tolleranza al caldo e alla siccità, e la produzione di stilbeni, composti antiossidanti con funzione antifungina.
Le modifiche genetiche hanno anche ridotto la presenza dei funghi sulle foglie e modificato positivamente il microbioma fogliare, favorendo microrganismi utili o neutri.

Impatti sulla viticoltura
Attualmente, oidio e peronospora costringono i viticoltori a ripetuti trattamenti chimici con conseguenze ambientali e sanitarie. La ricerca apre la possibilità di una viticoltura con minori input produttivi, ridotto impatto ambientale e maggiore sostenibilità.
«Questo importante riconoscimento rappresenta una conferma dell’eccellenza della ricerca condotta all’interno del CREA», ha commentato Andrea Rocchi, presidente dell’istituto.
Il Premio SIGA 2025 è stato assegnato ai ricercatori under 35 per la migliore pubblicazione scientifica del 2024, riconoscendo il contributo alla genetica agraria e alle biotecnologie applicate alle piante coltivate.
